Kyrgios, squalifica già finita: solo un mese di stop per doping dopo la positività alla cocaina

La squalifica per doping di Nick Kyrgios è già finita. Il tennista australiano potrà tornare a giocare e frequentare i campi di tutto il mondo dopo che la sua sospensione per uso di cocaina è stata ridotta a un mese in cambio della partecipazione a un programma di recupero. Kyrgios, infatti, era risultato positivo alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina, il 22 giugno scorso durante un controllo antidoping nell’Atp di Maiorca in Spagna. Di conseguenza il 4 agosto l’ITIA, l’Agenzia Internazionale per l’integrità del Tennis, lo aveva sospeso provvisoriamente dopo che la sostanza vietata è stata rilevata nel suo campione.
La versione di Kyrgios
Davanti agli investigatori dell’ITIA l’ex numero 13 al mondo ha spiegato di aver assunto la cocaina in una discoteca due giorni prima di scendere in campo a Maiorca e di perdere contro il connazionale Adam Walton. L’ITIA ha consultato un esperto indipendente in un laboratorio accreditato dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, che ha confermato la coerenza tra la versione di Kyrgios e il livello di cocaina nel suo campione. Riconoscendo perciò che l’australiano ha fatto uso di cocaina al di fuori delle competizioni.
La riduzione della pena a un mese
Se fosse risultato il contrario, Kyrgios avrebbe potuto rischiare una squalifica massima di tre mesi. La pena invece è stata ridotta a un mese dopo che il tennista ha deciso di intraprendere un percorso in una struttura specializzata.
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Le conseguenze della sospensione
Per Kyrgios, uno dei più grandi accusatori di Jannik Sinner nei mesi dell’assunzione involontaria di clostebol e della sospensione concordata con la Wada di tre mesi, ci saranno comunque delle conseguenze. L’australiano perderà il premio in denaro e i punti per il ranking Atp conquistati al torneo di Maiorca.

