Remigrazione, nazionalismo, dialogo con Putin. Chi è Ulrich Siegmund, il leader Afd che domenica può terremotare la Germania

Domenica 6 settembre la Sassonia-Anhalt, uno dei sedici Länder della Germania, sarà chiamata alle urne per eleggere il nuovo parlamento regionale. Diversamente da quanto accade in Italia, il sistema federale tedesco assegna ai Länder una grande autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria. Per questo il risultato potrebbe avere conseguenze anche sulla politica nazionale. Per la prima volta nella storia della Germania del dopoguerra, infatti, un partito di estrema destra potrebbe arrivare alla guida di un Land. A scommettere sulla storica vittoria è l’Afd, Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania), data in testa nei sondaggi con più del 40%. A trainare il risultato c’è anche il suo leader locale, il 36enne Ulrich Siegmund, definito dal settimanale Der Spiegel «l’uomo più pericoloso della Germania», che potrebbe diventare il nuovo governatore della regione.
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— politfacts (@politfacts_ger) August 18, 2026
Diese Spiegel-Titelseite wäre sehr viel näher an der Wahrheit gewesen und hätte der #AfD weniger in die Karten gespielt…#spiegel #titel #siegmund #blender #dilettant #politik pic.twitter.com/b8S3fbJAFz
Chi è Ulrich Siegmund
Siegmund ha 36 anni e prima di entrare in politica lavorava come venditore di deodoranti per ambienti. La sua carriera politica è iniziata durante il secondo governo di Angela Merkel, quando si iscrisse alla Cdu, l’Unione Cristiano-Democratica. Nel 2014 passò all’Afd e dal 2016 è deputato nel parlamento regionale della Sassonia-Anhalt. Negli ultimi mesi è riuscito a conquistare una posizione sempre più centrale all’interno del partito grazie alle sue capacità oratorie e a una forte presenza sui social, dove presenta e difende le proprie idee politiche. Dietro una comunicazione particolarmente efficace, però, c’è un programma radicale e fortemente concentrato sui temi dell’immigrazione e dell’identità nazionale. Siegmund è stato inoltre legato agli ambienti neonazisti tedeschi. Quattro dei suoi più stretti collaboratori sono infatti ex membri della Heimattreue Deutsche Jugend, un’organizzazione neonazista messa al bando nel 2009.
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Il programma di Siegmund
Uno dei piatti forti del programma è quello della remigrazione, ovvero l’idea di espellere con la forza le persone straniere considerate indesiderate, anche quando sono in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Il progetto prevede inoltre che i richiedenti asilo siano obbligati a svolgere lavori socialmente utili e che vengano eliminati i sussidi statali alle chiese che hanno accolto migranti ai quali è stata respinta la domanda d’asilo. La stessa impostazione emerge nelle proposte sulla politica estera: Siegmund vuole eliminare le sanzioni contro la Russia, interrompere il riconoscimento degli ucraini come rifugiati di guerra e introdurre corsi di lingua russa nelle scuole pubbliche. Una parte importante del programma riguarda poi l’identità tedesca con l’obiettivo di riportare al centro della società la cultura e la storia nazionale, anche attraverso la celebrazione di figure legate alla Sassonia-Anhalt come Otto von Bismarck. Allo stesso modo il leader Afd vuole cancellare il Bauhaus, il movimento artistico e architettonico nato proprio nel Land e sciolto dai nazisti nel 1933 perché considerato vicino alla sinistra e «non tedesco». Infine, tra le proposte più discusse ci sono la creazione di classi separate per i bambini rifugiati e per quelli con disabilità, una modifica dei programmi scolastici per presentare come modello la «famiglia tradizionale, composta da un uomo e una donna» e il taglio dei finanziamenti ai media pubblici.
Perché l’Afd è così forte
La forza dell’Afd in Sassonia-Anhalt non nasce però soltanto dalla popolarità di Siegmund. Il partito ha beneficiato della crescita dei consensi registrata negli ultimi anni soprattutto nella Germania orientale, dove si trova. In più la Sassonia-Anhalt è una regione in gran parte rurale, con una delle popolazioni più anziane e in più rapido calo demografico dell’intera Germania. In molte aree si è inoltre sedimentata nel tempo una forte insoddisfazione nei confronti delle decisioni prese a Berlino. A questo si aggiunge la sensazione di insicurezza, particolarmente presente nelle città di Magdeburgo e Halle e nelle zone che negli ultimi dieci anni hanno visto l’arrivo di un numero significativo di migranti, soprattutto richiedenti asilo. È su questo malcontento che l’Afd ha costruito una parte importante del suo consenso.
Cosa può succedere dopo il voto
Oggi la Sassonia-Anhalt è amministrata dalla Cdu, il partito del cancelliere Friedrich Merz, in coalizione con Spd e Fdp. Ma i sondaggi fotografano oggi una situazione molto diversa da quella delle precedenti elezioni con l’Afd arrivata quasi al 42% e la Cdu ferma intorno al 23%. Ma anche una vittoria dell’Afd non significherebbe necessariamente che Siegmund possa governare. Se l’Afd dovesse arrivare prima senza ottenere la maggioranza assoluta, dovrebbe quindi trovare altri partiti disposti a sostenerne il governo. Ed è qui che il risultato elettorale potrebbe creare un problema politico molto più ampio. La Cdu, seconda nei sondaggi, potrebbe infatti trovarsi davanti alla necessità di costruire una maggioranza alternativa per impedire all’Afd di governare. Il problema è che il partito di Merz si è impegnato a non collaborare con la Linke, la sinistra radicale, il cui sostegno potrebbe però diventare necessario per formare una coalizione. Si aprirebbe così una situazione particolarmente complicata, perché da una parte l’Afd potrebbe ottenere un risultato storico, dall’altra gli altri partiti dovrebbero trovare una maggioranza senza ricorrere a un’alleanza con l’estrema destra e senza infrangere i propri impegni politici.
Il rischio per Friedrich Merz
Il voto di domenica arriva in un momento delicato per Friedrich Merz, che deve già fare i conti con una fase difficile della sua esperienza da cancelliere. Secondo Politico, qualunque sarà l’esito delle elezioni, Merz rischia di perdere consenso e credibilità. Il colpo sarebbe ancora più forte se l’Afd riuscisse a ottenere abbastanza voti da conquistare la maggioranza assoluta e governare il Land da sola. La Sassonia-Anhalt potrebbe quindi diventare un banco di prova non soltanto per l’Afd, ma per tutta la strategia con cui i partiti tradizionali tedeschi hanno cercato finora di tenerla fuori dai governi. E il risultato potrebbe essere ancora più importante perché quello di domenica non sarà l’unico appuntamento elettorale significativo per l’estrema destra. Il 20 settembre si voterà infatti anche a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania, due Länder nei quali è attesa un’ulteriore crescita dell’Afd. Se il partito dovesse confermare i risultati dei sondaggi, il voto in Sassonia-Anhalt potrebbe quindi rappresentare l’inizio di una nuova fase della politica tedesca, nella quale diventerà sempre più difficile ignorare il suo peso nei governi regionali.
In copertina: Ulrich Siegmund, leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt – Naumburg, Germania, 24 agosto 2026 (Ansa/Epa – Hannibal Hanschke)

