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Torino, Roberto Vannacci relatore al convegno dei poliziotti. Il Viminale frena, ma è bufera politica

08 Settembre 2026 - 15:09 Stefania Carboni
vannacci corso polizia
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L'evento del sindacato Fsp era stato presentato come corso di aggiornamento professionale con esonero dal servizio. Dopo le proteste della Cgil e l'interrogazione al ministro Piantedosi, la precisazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza: «Iniziativa solo sindacale».
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Un convegno sulla sicurezza urbana trasformato in un caso politico nazionale nel giro di poche ore. A far esplodere la polemica a Torino è l’annuncio della partecipazione dell’europarlamentare Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, tra i relatori principali dell’incontro intitolato “Insicurezza urbana – il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, in programma il prossimo 18 settembre all’Hotel NH Torino Centro.

A far discutere non è soltanto la presenza del generale al tavolo dei relatori — dove figura al fianco del condirettore di Libero Pietro Senaldi, del criminologo Emilio Chiodo, dell’imprenditore Francesco Toselli e dei vertici della Federazione Sindacale di Polizia (Fsp) Valter Mazzetti e Luca Pantanella —, ma soprattutto la formula con cui l’evento era stato originariamente promosso. La Fsp Polizia di Stato, tra le sigle più rappresentative del settore, lo aveva infatti presentato come un’attività di aggiornamento professionale per gli operatori delle volanti e degli uffici, con tanto di esonero dal servizio per l’intera giornata e saluti istituzionali del questore di Torino, Massimo Gambino.

La rivolta del Silp Cgil

La reazione degli altri sindacati è stata immediata. Nicola Rossiello, segretario generale regionale del Silp Cgil Piemonte, ha chiesto formalmente al questore la revoca dell’autorizzazione, denunciando la palese violazione del principio di neutralità delle forze dell’ordine. «Un’iniziativa del genere incrina il presupposto fondamentale della natura tecnico-scientifica e della stretta neutralità rispetto a qualsiasi connotazione politica», attacca la Cgil, richiamando l’articolo 98 della Costituzione — che impone ai servitori dello Stato il dovere di imparzialità — e il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Il passo indietro del Viminale

Di fronte alla montante tempesta mediatica, la risposta del Ministero dell’Interno non si è fatta attendere. In tarda mattinata, una nota del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha ridimensionato drasticamente la portata dell’evento: l’incontro è stato riqualificato come semplice «iniziativa sindacale», priva di qualsiasi valore di aggiornamento professionale per gli agenti. Smentita anche la partecipazione del questore Massimo Gambino.

La protesta approda in Parlamento

Il chiarimento ministeriale non ha però spento il dibattito politico. Dall’opposizione piovono richieste di spiegazioni indirizzate direttamente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Anna Rossomando, vicepresidente Pd in Senato, ha annunciato un’interrogazione parlamentare per fare luce sui passaggi che hanno portato a classificare inizialmente un appuntamento politico come formazione di Stato. Nicola Fratoianni (AVS) rincara la dose: «Siamo oltre ogni limite. Il governo spieghi quale contributo alla formazione della Polizia possano dare le idee di Vannacci». Il caso potrebbe non chiudersi qui.

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