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La parola a Valter Lavitola. Oggi le dichiarazioni in tribunale (e la consegna del memoriale di 70 pagine)

07 Settembre 2026 - 11:56 Federico D’Ambrosio
lavitola riesame
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Il faccendiere che ha confessato di aver organizzato l'attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci annuncia di voler raccontare la sua versione in aula
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È iniziata in mattinata l’udienza davanti al tribunale del Riesame di Roma per Valter Lavitola, faccendiere accusato di aver organizzato un attentato dinamitardo contro il giornalista Sigfrido Ranucci nonostante il rapporto di amicizia che li legava. Per spiegare la controversa azione, Lavitola ha dato nel tempo ragioni diverse (la principale riguarda l’ipotetico rafforzamento della scorta del cronista). Secondo la procura di Roma, Lavitola pensava che l’azione potesse favorire la discesa in politica del giornalista che – confermano le intercettazioni – pressava con inviti costanti sul tema e con cui aveva discusso di un sondaggio sul suo nome.

«Il nostro assistito sarà in videocollegamento dal carcere di Rebibbia da dove renderà dichiarazioni spontanee», ha dichiarato, entrando in tribunale il suo legale, Sergio Cola.

Ieri l’avvocato ha trasmesso ai giudici una memoria difensiva di più di 70 pagine che riassume alcuni passaggi dell’intervento che intende fare Lavitola in aula. Anche la procura depositerà nuovi documenti a carico dell’indagato per confermare la tesi che abbia organizzato l’attentato per rafforzare un progetto politico di cui ipotizzava poter far parte attivamente.

Cosa dice la difesa

La difesa punterà su tre temi tecnici, «l’inefficacia dell’ordinanza cautelare, l’aggravante del metodo mafioso e la competenza territoriale che noi non riteniamo essere a Roma». Nelle scorse ore si è aperta anche una questione tecnica, che potrebbe però essere superata: la ex compagna Natalia Potenza ha dichiarato di non essere disponibile ad accogliere Lavitola nel suo appartamento, dopo aver scoperto la sua relazione parallela dagli atti giudiziari.

Lavitola finirebbe anche fuori dal ristorante in cui lavorava (la cooperativa è invece di Potenza) e, sempre Potenza si sarebbe detta disponibile a parlare con gli inquirenti di quanto sa delle attività dell’ex compagno.

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