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Lorena Isceri aveva lasciato Federico Vella per un tradimento. La madre di lei: «Mi ha scritto “Sei perfida” mentre la uccideva»

08 Settembre 2026 - 05:44 Alessandro D’Amato
lorena isceri federico vella femminicidio
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La testimonianza di Antonia Argentiero e gli sms inviati durante il rapimento
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Lorena Isceri aveva lasciato Federico Vella a causa di un tradimento di lui. E nell’occasione l’ex fidanzato aveva cominciato a essere aggressivo nei suoi confronti. L’ultima lite tra i due era scoppiata durante una vacanza in Grecia. E per questo lei era scappata da lui. Antonia Argentiero, madre della vittima, ha raccontato l’escalation subita dalla figlia durante un interrogatorio in questura a Lecce nel pomeriggio del 3 settembre. Spiegando che era venuta in Puglia a Ferragosto proprio per scappare da lui.

La testimonianza di Antonia Argentiero

Il verbale è agli atti dell’inchiesta del pm Antonio Natale della procura di Firenze. E racconta dal principio la conoscenza tra i due: «Mia figlia e Federico si sono conosciuti nell’ottobre 2024 a Firenze, frequentavano la stessa palestra». All’inizio Lorena era dubbiosa per la differenza d’età (9 anni). «Per mesi le cose vanno benissimo, tanto che mia figlia e Federico convivono nella casa di lui, al Galluzzo». Poi ad aprile scorso — così ricostruisce la madre — Lorena si accorge di qualcosa. Sul cellulare di Federico legge dei messaggi indirizzati a un amico. Federico gli confida di essersi innamorato di un’altra donna. E Lorena decide di chiudere la relazione. «Mia figlia gli dice che vuole mettere un punto, lui reagisce prendendo i regali che lei gli ha fatto e scagliandoli a terra».

Il ferimento

Quel giorno Lorena si ferisce ai piedi a causa dei vetri finiti sul pavimento. Ma Federico continua a essere pieno di «accortezze». Lei pensa di poter riuscire a perdonarlo. E ad agosto partono per la Grecia: «Ma rispetto a prima lei aveva paura delle sue reazioni aggressive». E durante il viaggio Lorena «scrive un messaggio alla sua ginecologa confidandole che la storia non va». Federico lo legge e sostiene che lei lo abbia tradito confidando cose private ad altri. Al ritorno si rifiuta di restituirle i suoi oggetti personali. Insieme vanno da uno psicanalista dal 7 al 15 agosto. Poi lui ci litiga: «Sei pagato per farci lasciare», gli dice. E il professionista lo sbatte fuori dallo studio.

L’ultima discussione

Un’altra discussione arriva a Ferragosto. A casa del 36enne lui la minaccia con il coltello. «Non sono in grado di riferire come sia riuscita a sfuggirgli», dice la madre, che spiega come Lorena sia scappata di casa e sia andata via con il suo Suv. «Lui si è gettato per terra, per impedirle di andare via. Dopo questo episodio non ha più voluto vederlo», prosegue il verbale. E «dal 15 al 28 agosto nostra figlia rimane a casa. Ha paura. Lui la tempesta di messaggi e di telefonate». Poi lei torna a Firenze. Il primo settembre Federico manda a Lorena un messaggio di scuse. Dice che andrà da un analista, ma il nome non risulta all’ordine dei medici. Tre giorni dopo la uccide: Quel giorno, «mi ha chiamato più volte, io non ho risposto. Mi ha scritto: “Sei perfida”. L’ultimo messaggio alle 14.58: “Tua figlia è morta”», conclude.

L’esame autoptico

L’autopsia su Lorena Isceri conferma che quando lui l’ha gettata dal cavalcavia era ancora viva. Lei, originaria di Squinzano nel Salento, aveva ferite ai polsi. Forse a causa delle fascette da elettricista utilizzate da Federico per legarla. L’esame tossicologico su Vella svelerà se ha assunto psicofarmaci o anabolizzanti. La Procura indaga per femminicidio premeditato e sequestro di persona aggravato. Franco Isceri, papà di Lorena, ha spiegato che sua figlia non aveva denunciato Vella «perché temeva di fargli perdere il posto di lavoro: in azienda aveva già avuto due richiami».

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