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Schiva un pedone in scooter e bestemmia, 22enne multato di 102 euro: «Oltraggio alle divinità venerate dalla religione di Stato»

10 Settembre 2026 - 20:02 Antonia Verderosa
polizia inseguimento milano senza patente
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Il giovane è stato sanzionato al Lido di Venezia. Il riferimento alla "religione di Stato" nel verbale e quando può scattare la multa
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Una frenata all’ultimo momento, lo spavento e poi una bestemmia pronunciata a voce alta. È costata 102 euro a un 22enne che martedì 8 settembre viaggiava in scooter al Lido di Venezia, nei pressi del ponte delle Quattro Fontane. Ad ascoltarlo c’erano anche alcuni agenti della polizia locale, che lo hanno fermato e sanzionato.

La frenata e la bestemmia davanti ai vigili

Secondo quanto ricostruito dalla Tribuna di Treviso, il giovane avrebbe dovuto frenare bruscamente per evitare un pedone che aveva attraversato la strada senza prestare attenzione al traffico. Evitato l’impatto, il 22enne si sarebbe lasciato andare ad alcune imprecazioni, fino a bestemmiare.

Gli agenti presenti sul posto hanno assistito alla scena e lo hanno fermato per un controllo. Sul verbale, rilanciato dalla pagina Facebook Venezia Non è Disneyland, si legge che il ragazzo, «in presenza di più persone», avrebbe bestemmiato «con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato». Il comandante della polizia locale veneziana Marco Agostini ha spiegato al Corriere delle Alpi che non si tratta di un caso isolato: «Multe per bestemmie ne facciamo più di una».

Fonte: Facebook/Venezia non è Disneyland | Il verbale della sanzione

Quando scatta la sanzione

Bestemmiare pubblicamente in Italia non è più un reato, ma può ancora comportare una sanzione amministrativa. L’articolo 724 del codice penale prevede una multa compresa tra 51 e 309 euro per chi «bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità». Perché possa scattare la sanzione, quindi, l’imprecazione deve essere pronunciata pubblicamente. È per questo che nel verbale viene specificato che il 22enne si trovava «in presenza di più persone».

Il riferimento alla «religione di Stato»

La formula riportata nel documento a Venezia parla delle «divinità venerate dalla religione di Stato». La dicitura bizzarra è anacronistica: la religione cattolica come culto ufficiale del Paese è stata abolita nel 1984, con la revisione del Concordato tra Italia e Santa Sede.