Sigfrido Ranucci «è un bugiardo e un porcone»: la denuncia dell’ex compagna di Lavitola

Sigfrido Ranucci «è un bugiardo. Ma io non lo sono e questo porcone mi sottovaluta». Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, definisce così l’ex conduttore di Report dopo la storia dei messaggi “segreti” scambiati con un’amica di Ranucci subito dopo la perquisizione dell’imprenditore del Cefalù Bistrò per l’attentato a Campo Ascolano. A riportare il messaggio è il suo avvocato Giuseppe Cavallaro in un colloquio con Libero. Che arriva dopo la smentita del giornalista ieri su Facebook.
La smentita di Ranucci
«Non esiste alcuna chat segreta tra la mia collaboratrice e Natalia, la moglie di Lavitola. È stata mandata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro. Provo una gran pena a vedere grandi e nobili giornali farsi dettare l’agenda, per altro piena di falsità, dai giornali di Angelucci», ha scritto Ranucci su Facebook. Prima della precisazione Potenza aveva scritto al suo avvocato. Mentre i legali di Lavitola, Arturo e Sergio Cola, in un comunicato avevano smentito: «Il dottor Lavitola segnala l’assoluta falsità della circostanza, avendo appreso del contenuto di detta ordinanza solamente con la discovery degli atti del relativo procedimento penale».
La replica di Potenza
La replica di Potenza arriva con la diffusione degli screenshot della chat con Laura Cianfoni. Mentre l’avvocato annuncia querele: «La mia assistita mi ha dato mandato di denunciare per diffamazione e calunnia il dottor Ranucci, il signor Lavitola e i suoi avvocati. La Cianfoni per ora no, perché non mi sembra abbia smentito l’esistenza della chat. Lei resta in silenzio perché sa di aver ricevuto quei messaggi». La calunnia è il reato di chi accusa qualcuno davanti a un’autorità giudiziaria di aver commesso un reato sapendolo innocente. Non si capisce in che modo questo sia accaduto a proposito della questione della compagna di Valter. Così come pare difficile sostenere l’accusa di diffamazione. I messaggi della polemica sono arrivati dopo la perquisizione a casa Lavitola tra la sera del 4 e la notte del 5 luglio. Alle 4 e 12 del mattino arriva da «Laura fidanzata Ranucci», nome con cui Potenza ha salvato sul telefonino il contatto della Cianfoni, l’ordinanza di arresto.
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«Corrado»
Poi alle 4 e 27 l’altro messaggio con una pagina dell’ordinanza in cui gli autori dell’attentato fanno il nome di un certo «Corrado» in un’intercettazione: «Non dobbiamo proprio farlo arrivare a Corrado…». Per Ranucci il mandante dell’attentato poteva essere «Corrado Moccia», esponente dell’omonimo clan di camorra, il quale sarebbe stato infastidito dal servizio di Report sull’acquisizione del cantiere navale Vittoria di Adria (Rovigo). Poi la confessione del 12 agosto di Lavitola ha spazzato via tutti i dubbi.Nelle primissime ore del 5 luglio, ci sarebbe stata anche una lunga conversazione tra Ranucci e l’indagato. Che l’avvocato Cavallaro, riportando la testimonianza della propria assistita, ha riassunto in questi termini: «In quella telefonata i due amici si sono inventati tanti possibili alibi».
La chat
La chat tra Cianfoni e Potenza prosegue. Alle 13 e 23 del 5 luglio, dal contatto «Laura fidanzata Ranucci», parte un altro messaggio: «Ciao Naty come state? Hai bisogno di qualcosa? Siamo sconvolti». E poi: «Posso capirti quello che stai vivendo. Perché anche noi sappiamo più cosa pensare di tutta questa orribile situazione che ci ha devastato da quel maledettissimo giorno. Se hai bisogno di qualsiasi cosa per i ragazzi e per te, noi ci siamo». Segue un cuore rosso. Poi un’altra domanda: «Ma Valter è andato dall’avvocato?». Alle 13 e 44 Potenza risponde: «Grazie di cuore per il vostro affetto. Sapere di non essere soli, in un momento così difficile, significa davvero tanto per noi. Vi vogliamo bene». E sul legale: «L’ho sentito al telefono (Lavitola, ndr). Ancora no». Alle 13 e 46 «Laura fidanzata Ranucci» replica con un «Ok».
L’esposto
Potenza ha anche annuciato un esposto in cui vuota il sacco sull’ex compagno. La richiesta di audizione è stata fatta dall’avvocato Cavallaro al pm Edoardo De Santis nei giorni scorsi: «Sono il difensore della signora Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, persona con la quale ha condiviso, per circa 10 anni, vita familiare e attività lavorativa, nonché madre dei due figli minori di quest’ultimo. Con la presente porto alla sua attenzione la disponibilità della mia assistita a rendere dichiarazioni che potrebbero essere utili alle indagini». La donna è in attesa di convocazione.

