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La scoperta archeologica a Villa Adriana

10 Settembre 2026 - 10:51 Alba Romano
villa adriana ritrovamento iscrizione fulmen
villa adriana ritrovamento iscrizione fulmen
Una lastra con l'iscrizione Fulgur Submanium, che richiama la divinità romana delle saette notturne. Ritrovata nell'Anfiteatro ancora nella sua posizione originaria
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Una lastra con l’iscrizione FVLGVR SVBMANIVM. Ovvero “fulmine attribuito a Summano”, la divinità romana delle saette notturne. È stata ritrovata nell’Anfiteatro di Villa Adriana nell’ambito delle indagini che il Dipartimento di Studi Umanistici (Distum) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo conduce, su concessione del MiC e in collaborazione con l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este.

Il bidental

Il ministero della Cultura fa sapere che il ritrovamento è particolarmente significativo «perché la lastra iscritta è ancora nella sua posizione originaria, inserita nella struttura cui apparteneva. Secondo gli archeologi, il complesso è collegato alla sacralizzazione rituale del luogo colpito dal fulmine. La struttura potrebbe costituire il segnacolo o la delimitazione di un bidental, lo spazio sacro connesso a questo tipo di evento». La scoperta, spiega il ministro della Cultura Alessandro Giuli, «restituisce una testimonianza rara e di straordinaria forza evocativa della religiosità romana. Villa Adriana aggiunge oggi un nuovo, eccezionale tassello a questo orizzonte religioso ancora conservato nel suo contesto originario».

La scoperta

La scoperta è avvenuta in un settore compreso tra il cosiddetto Anfiteatro e il banco di tufo. Qui gli archeologi hanno messo in luce una piccola struttura quadrangolare, realizzata con elementi di tufo legati da malta, sul cui fronte è ancora inserita la lastra di marmo iscritta, di 40 per 35 centimetri. Sulla lastra, in due righe di lettere capitali, si legge integralmente: “Fvlgvr svbmanivm”. La formula indica dunque un fulmine notturno riferito a Summano. Le fonti antiche distinguevano infatti le folgori diurne, attribuite a Giove, da quelle notturne, ricondotte a Summano, dio del cielo e dei fulmini notturni. Il significato del rinvenimento va però oltre le parole incise sulla lastra: per i Romani la caduta del fulmine segnava l’irruzione del divino nello spazio degli uomini e rendeva quel luogo religiosus, sottraendolo alla sua condizione ordinaria.

La visita

Il ministro si è recato nel luogo del ritrovamento con il direttore dell’Istituto Villa e Villa d’Este Alberto Samonà, il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi, e gli archeologi impegnati nella ricerca, guidati dal direttore dello scavo, Fabio Giorgio Cavallero. «Ritrovare il segno materiale della sacralizzazione di un luogo colpito da un fulmine ci permette di toccare con mano le meticolose procedure rituali del tempo. È un risultato di straordinario valore scientifico», sottolinea Samonà. «Il Dipartimento di Eccellenza Distum sostiene questo scavo fin dal suo avvio, riconoscendone il valore per la ricerca e la formazione degli studenti tanto sul campo quanto nei laboratori di UniUrb dedicati», spiega la professoressa Berta Martini, direttrice. «La scoperta apre nuove prospettive sulla storia di questo settore di Villa Adriana e sul ruolo del rituale del fulgur conditum nella riorganizzazione degli spazi», aggiunge Cavallero.

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