«Pensavo fosse cacao» e lo arrestano. A 79 anni vuole fare il narcos: il blitz in Brianza e il trucco fallito per coprire l’odore

Non aveva idea che dentro al rimorchio carico di sacchi di cacao ci fosse pure mezza tonnellata di hashish. Così almeno ha provato a difendersi davanti al pm il 79enne Orazio Conforto dopo che la polizia ha sequestrato proprio nella sua rimessa a Sud di Monza un camion e l’intero magazzino. Il blitz degli agenti della settima sezione della Squadre Mobile di Milano però lasciava pochi dubbi sul fatto che Conforto sapesse perfettamente cosa ci fosse in quel camion e per di più nel bagagliaio della sua Mercedes.
La nuova carriera da narcos a 79 anni
L’anziano originario della provincia di Foggia e con precedenti per ricettazione, almeno fino al 2010, avrebbe verificato di persona il contenuto del bancale scaricato da un tir con targa romena proveniente dalla Francia. Si trattava di un carico da mezza tonnellata di hashish «di alta qualità», sostengono gli inquirenti, nascosto sotto 800 chili di cacao, sostanza spesso usata per coprirne l’odore. Il gip Andrea Guadagnino, pur parlando di «un discreto curriculum criminale», gli ha comunque concesso gli arresti domiciliari tenendo conto della sua «età avanzata»: per lui si tratta di un vero e proprio esordio nel narcotraffico, seppure al gradino più basso della catena, quello di custode.
Come sono scattati il blitz e gli arresti a San Fruttuoso
La mattina di giovedì 10 settembre, gli agenti fanno irruzione nell’area di San Fruttuoso, al confine tra Muggiò e Monza, a pochi passi dallo svincolo della tangenziale nord, e trovano 200 chili di hashish già caricati nel bagagliaio di una Mercedes, pronti per essere spostati altrove; il resto della partita viene rinvenuto in un sacco di iuta e in un frigorifero a pozzetto. In manette finiscono i due complici romeni: Mihai Anderson Serbanoiu, 32 anni, residente a Misinto, e Anghel Nicolae Vivi, bloccato alla guida dello stesso camion mentre viaggiava verso Pavia dopo aver impartito le istruzioni per il deposito della droga proprio nella proprietà di Conforto, in via della Novella. Serbanoiu, riporta ancora il Corriere, ha dichiarato che la sostanza fosse destinata a lui, per poi essere consegnata a non meglio precisati «conoscenti romeni».

