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Protesta contro Lotito, Bisignani e Masi indagati per aggiotaggio sulle azioni della S.S. Lazio

15 Settembre 2026 - 10:18 Alba Romano
luigi bisignani claudio lotito
Perqusizioni dei carabinieri. L'accusa sulle proteste contro Lotito e la campagna del quotidiano Il Tempo per spingere il senatore di Forza Italia a vendere la SS Lazio
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I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, coordinati dai pm della Dda, stanno effettuando perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, e dell’ad Francesco Maiolini nell’ambito di una indagine in cui si ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio. L’attività riguarda anche Luigi Bisignani. Il reato di aggiotaggio è la manipolazione illecita dei prezzi di merci o strumenti finanziari tramite la diffusione di false notizie.

Bisignani, Lotito e la S.S. Lazio

L’ex giornalista Bisignani negli ultimi tempi ha scritto molto sulla Lazio sul giornale Il Tempo, diretto da Daniele Capezzone. Bisignani ha appoggiato la protesta della tifoseria della Lazio nei confronti del proprietario Claudio Lotito, fatta di uno sciopero del tifo allo Stadio Olimpico e di varie proteste organizzate in città. Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano l’accusa riguarda proprio le proteste contro Lotito e la campagna del quotidiano Il Tempo per spingere il senatore di Forza Italia a vendere la SS Lazio.

Mauro Masi

Banca del Fucino ha fornito assistenza alla Fondazione Noi Oltre 365, che si è occupata della raccolta fondi per organizzare le proteste contro Lotito. Il manager pubblico Mauro Masi è stato direttore generale della Rai fino al 2011. Poi è stato amministratore delegato della Consap fino al 2019 e presidente di Igea Banca, nata nel 2015 con uno sportello a Roma e tre in Sicilia dopo aver acquisito la commissariata Popolare dell’Etna. Nel 2019 l’istituto ha acquisito la storica banca dei Torlonia, Banca del Fucino, che si trovava in una situazione economica compromessa.

La replica di Masi: «Accuse totalmente false»

«Sono basito per le accuse che mi vengono rivolte da una denuncia di Claudio Lotito. Accuse completamente e totalmente false. La mia sola colpa è quella di essere, come tantissimi a Roma e in Italia, tifoso della Lazio. Ho la più totale fiducia nella magistratura e per questo ho già dato mandato al mio avvocato di presentare denuncia per calunnia». Lo afferma, in una dichiarazione all’Ansa, il presidente della Banca Del Fucino Mauro Masi.

L’accusa

L’accusa contesta la diffusione di notizie false per «provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata». I tre sono accusati di manipolazione del mercato perché «agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata ‘Millenovecento’, e concorrevano moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo cui collabora Bisignani alla diffusione di notizie false, relative alla imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a., allo stato di decozione delle società controllate da Claudio Lotito, alla intenzione di Claudio Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro. Notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata». I fatti sarebbero iniziati dal giugno 2024 e sono tuttora in corso.

Banca Fucino: «Istituto non indagato, nessun rapporto con la Ss Lazio»

La Banca del Fucino «non è indagata e non è destinataria di alcun provvedimento», ed «esprime piena fiducia nell’operato del Presidente Mauro Masi e dell’Amministratore Delegato Francesco Maiolini, sicura che gli accertamenti in corso ne confermeranno la correttezza». È quanto si legge in una nota dell’istituto «in relazione alle notizie diffuse oggi dagli organi di informazione sulle perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Roma». «Si intende comunque precisare – prosegue la nota- che Banca del Fucino non ha mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa, campagna o attività riconducibile alle vicende oggetto dell’indagine, né alcuna iniziativa lesiva degli interessi della S.S. Lazio S.p.A., dei suoi azionisti e dei suoi vertici».

E poi ancora: «La Banca, inoltre, non detiene azioni della S.S. Lazio S.p.A., non ha mai ricevuto alcun mandato per l’acquisto della società o di sue partecipazioni e non ha mai svolto attività di advisory per soggetti a qualunque titolo interessati alla stessa. Banca del Fucino ha piena fiducia nell’operato della magistratura, assicura ogni collaborazione utile all’accertamento dei fatti e conferma che la propria operatività prosegue con assoluta regolarità, nel pieno rispetto della normativa di vigilanza e a tutela dei propri clienti, dipendenti e azionisti. La Banca – si legge infine – si riserva di tutelare la propria reputazione e i propri interessi in ogni sede nei confronti di ricostruzioni distorte e lesive». 

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