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Spunta un secondo ristorante nella vicenda di Sigfrido Ranucci. È dell’amica del cuore, Laura Cianfoni, ma se la passa meno bene del Cefalù

17 Settembre 2026 - 11:58 Fosca Bincher
Sigfrido Ranucci e il ristorante Lavitola
Sigfrido Ranucci e il ristorante Lavitola
È la Taverna dei Doria di Rocca Massima, paese di origine della famiglia dell’ex conduttore di Report. Anche l’amico del cuore, Valter Lavitola, ha incontrato Sigfrido da ristoratore
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C’è un secondo ristorante nell’incredibile feuilleton che per protagonista l’ex conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Noto a tutti il primo – Cefalù – il ristorante romano con la pasta alle vongole sgusciate in cui Ranucci si incontrava con l’amico del cuore, Valter Lavitola. Il secondo ristorante si chiama invece “La Taverna dei Doria” e i piatti forti sono quelli della cucina contadina: dalla carbonara di tartufo scozzone agli gnocchetti alla fregandò, dalle cicche della nonna alle varie tagliate di carne fino all’abbacchio fritto o scottadito.

L’amica del cuore Laura ex sindacalista e ristoratrice in provincia di Latina

L’altro ristorante è all’inizio del centro storico di Rocca Massima, provincia di Latina, paese d’origine della famiglia Ranucci. Ed è di proprietà dell’amica del cuore di Sigfrido, l’ex sindacalista della Cisl, Laura Cianfoni e della sua famiglia (lo gestisce il padre Augusto, anche lui storico dirigente sindacale della Cisl). La Cianfoni è quella signora bionda che viene fotografata per la prima volta da Il Riformista a fianco di Ranucci a un tavolo del Cefalù con Lavitola e altri commensali. E compare più volte nelle carte dell’inchiesta, facendo da tramite fra Lavitola e Ranucci anche nei momenti più delicati della vicenda giudiziaria. È lei, ad esempio, a inviare alla compagna di Lavitola, Natalia Potenza, l’ordinanza dei magistrati romani la notte della perquisizione al titolare del Cefalù. La Potenza nei giorni scorsi ha messo a disposizione della procura di Roma quella chat con la Cianfoni, che aveva registrato fra i contatti del suo telefonino come «Laura fidanzata Ranucci».

L'insegna de "La Taverna", il ristorante di Laura Cianfoni
L’insegna de “La Taverna”, il ristorante di Laura Cianfoni

Il ferragosto di Sigfrido a Rocca Massima, di cui è diventato cittadino onorario

A Rocca Massima, sui monti Lepini, anche questa estate nel cuore di agosto Ranucci si è rifugiato nella casa familiare di nonno (Sigfrido come lui) per allontanarsi dai riflettori della inchiesta romana e dal clamore mediatico che ne derivava. Ranucci da un anno è diventato cittadino onorario di Rocca Massima e il sindaco e tutta la comunità lo proteggono. Non c’erano quindipaparazzi in quei giorni di riposo, e quindi non è noto se a pranzo o a cena si fosse concesso quegli gnocchetti alla fregandò, con «tartufo, porcini, guanciale e pecorino». A questo punto però con l’amico del cuore che faceva il ristoratore e l’amica del cuore che era del mestiere, chissà che ricette avranno avuto al centro le frequenti tavolate comuni.

Sigfrido Ranucci con il sindaco di Rocca Massima il giorno in cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria
Sigfrido Ranucci con il sindaco di Rocca Massima il giorno in cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria

Il ristorante dell’amica del cuore se la passa peggio di Cefalù, e da anni perde soldi

La Taverna dei Doria che gestisce l’omonimo ristorante è una srl amministrata da Augusto Cianfoni, il papà di Laura, e se la passa assai peggio del Cefalù di Lavitola. Nel 2025 ha ricavato 162.396 euro (in calo rispetto ai 174.660 dell’anno precedente) e ha chiuso il bilancio con una perdita di 35.983 euro, lievemente superiore a quella del 2024 (34.098 euro). Scrive papà Cianfoni: «La perdita dell’esercizio, sommata alle perdite pregresse, determina l’integrale erosione del capitale sociale e l’emersione di un patrimonio netto negativo. Tale situazione configura una perdita rilevante in quanto il capitale sociale risulta integralmente assorbito dalle perdite. L’amministratore provvederà ad adottare le opportune misure a seguito delle perdite». Per non chiudere la società ha avuto quindi bisogno di una nuova iniezione di capitale dei soci.