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«AfD vuole la secessione dell’Alto Adige», l’allarme di Tajani. La replica di AfD: «Riprenderci il Südtirol? È una stupidaggine»

21 Settembre 2026 - 15:07 Stefania Carboni
afd alto adige
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Le parole del vicepremier sollevano una questione mai chiusa del tutto ad alta quota. Ma non se ne preoccupano tra le fila del partito vincente: «Tra l'altro il Sudtirolo era austriaco, non tedesco»
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Le recenti dichiarazioni di Antonio Tajani al Corriere della Sera hanno riaperto una ferita mai del tutto rimarginata in Alto Adige. Il vicepremier e leader di Forza Italia ha attaccato duramente la destra tedesca: «AfD promuove la secessione del Südtirol dall’Italia. È un fatto gravissimo e chiederemo spiegazioni nel Parlamento tedesco. Questo dimostra che Alternative für Deutschland è un partito antitaliano, il peggior nemico del nostro Paese».

Il caso e quella locandina con il Südtirol indipendente

A scatenare la bufera è stata la partecipazione di Otto Mahlknecht — vicepresidente dei Freiheitlichen, partito presente nella giunta provinciale di Arno Kompatscher — a un convegno organizzato ad AfD per gli 80 anni dall’accordo di Parigi, il cui manifesto mostrava il Südtirol come Stato indipendente. Un episodio che evidenzia i legami con la galassia secessionista locale, come la Südtiroler Freiheit, e che si intreccia con i delicati equilibri politici della regione, dove Tajani e Forza Italia vantano da tempo un solido asse elettorale con la SVP dell’eurodeputato Herbert Dorfmann.

Le reazioni

Le reazioni dei partiti italiani non si sono fatte attendere. Per l’assessore Marco Galateo (Fratelli d’Italia), «l’Alto Adige non è una terra contesa né uno strumento della propaganda nazionalista tedesca. È, pur ampiamente autonomo, parte integrante della nostra Nazione e una realtà plurilingue nella quale cittadini di lingua italiana, tedesca e ladina condividono istituzioni, diritti e futuro. Tutte le forze politiche altoatesine prendano le distanze con chiarezza da questa iniziativa. L’autonomia si tutela e si rafforza dentro l’Italia, non mettendo in discussione l’unità nazionale». Sulla stessa linea Christian Bianchi, assessore e figura di spicco di Forza Italia in Alto Adige, per il quale «l’appartenenza dell’Alto Adige all’Italia non è materia di discussione». In una nota, Forza Italia ha ribadito che «l’autonomia dell’Alto Adige-Südtirol rappresenta una conquista istituzionale […] L’Alto Adige-Südtirol è Italia e la sua autonomia è una ricchezza della Repubblica e dell’Europa. Su questo non possono esserci ambiguità: ci aspettiamo che AfD prenda chiaramente le distanze da ogni posizione che metta in discussione l’integrità territoriale italiana».

Di tono opposto la destra sudtirolese. Sven Knoll (Südtiroler Freiheit) ha affermato che «la miglior tutela dall’Italia sarà sempre quella di non appartenere all’Italia. Abbiamo l’autonomia proprio perché siamo una minoranza austriaca in uno Stato che ci è estraneo». Ha cercato di smorzare i toni Otto Mahlknecht (Freiheitlichen), definendo il caso «un polverone infondato» e precisando: «Respingo espressamente l’idea che la mia relazione sia un’azione secessionista o una messa in discussione delle relazioni tra Italia, Austria e Germania. […] Sono del resto ben disposto a tenere la stessa relazione anche a Roma, davanti ai deputati di Forza Italia e Fratelli d’Italia».

E alla fine la replica di AfD: «Riprenderci il Sudtirolo? È una stupidaggine»

Da AfD, infine, arriva la smentita dell’eurodeputato Marc Jongen: «Riprenderci il Sudtirolo? È una stupidaggine […] Quello è il passato. Tra l’altro il Sudtirolo era austriaco, non tedesco». Una replica che tuttavia difficilmente metterà la parola fine alle polemiche.