Vuole disperdere le ceneri del marito, ma la nuova legge la blocca: «Era la sua ultima volontà»

Da mesi conserva in casa l’urna con le ceneri del marito. Non perché abbia scelto di tenerle con sé, ma perché una modifica della legge regionale le impedisce di rispettare le sue ultime volontà. A Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone, una donna di 80 anni si è trovata bloccata dal cambio delle regole sulla dispersione delle ceneri in Friuli Venezia Giulia.
La volontà del marito: disperdere le ceneri in campagna
Il marito della donna, Armando, è morto alla fine dello scorso dicembre. Come racconta la vedova Giulia al Gazzettino, non aveva lasciato disposizioni scritte, ma aveva più volte spiegato cosa volesse dopo la morte: «In diverse occasioni aveva espresso verbalmente la volontà di essere cremato e che le sue ceneri venissero disperse in campagna». Un desiderio che la donna e il figlio avevano cercato di rispettare, comunicandolo all’agenzia funebre e agli uffici comunali. In quel momento la normativa regionale consentiva che una volontà espressa a voce potesse essere ricostruita attraverso le dichiarazioni del coniuge e dei parenti di primo grado.
Cosa è cambiato con la nuova legge
La situazione è cambiata con la legge regionale 9 giugno 2026, numero 5, la cosiddetta Omnibus 2026, entrata in vigore l’11 giugno. La norma ha reso più rigide le modalità attraverso cui può essere dimostrata la volontà del defunto sulla dispersione delle ceneri: oggi il luogo scelto e la persona incaricata di disperderle devono risultare da una disposizione testamentaria oppure da una dichiarazione resa in vita al Comune di residenza.
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Armando, però, non aveva fatto né l’una né l’altra cosa. Quando Giulia si è rivolta nuovamente all’agenzia funebre e agli uffici comunali, le è stato spiegato che la procedura avviata non poteva più proseguire secondo le vecchie regole. Da qui lo stallo: l’urna è rimasta nell’abitazione della donna e la famiglia non riesce a rispettare la volontà di Armando: «Mi sono rivolta anche in municipio e il dirigente ha confermato la nuova procedura. Il problema è che nessuno è stato in grado di dirmi cosa potessi fare a quel punto».
L’interrogazione alla Regione
Giulia spiega di non avere problemi a custodire l’urna, ma di voler rispettare quanto deciso dal marito. Lei stessa, dopo quanto accaduto, ha provveduto a mettere per iscritto le proprie volontà, per evitare che in futuro il figlio si ritrovi nella stessa situazione.
Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni, che ha presentato un’interrogazione alla Regione per chiedere come debbano comportarsi le famiglie finite a cavallo tra la vecchia e la nuova normativa.

