Ultime notizie Festival di OpenGoverno MeloniMedio OrienteScuolaSigfrido Ranucci
SCUOLA E UNIVERSITÀFriuli-Venezia GiuliaGiovaniItaliaMinaccePordenone

Pordenone, la madre di uno studente chiede l’annullamento di due note. Il preside si rifiuta e viene minacciato: «Ti riempio la testa di proiettili»

22 Settembre 2026 - 12:58 Michela De Marchi Giusto
Il fatto è accaduto a Pordenone nel 2023
Il fatto è accaduto a Pordenone nel 2023
Il dirigente aveva rifiutato di cancellare due note per i comportamenti aggressivi di un alunno. Da lì le telefonate minatorie da parte di uno sconosciuto
Google Preferred Site

Due note prese a scuola hanno portato a un processo per concorso in tentata violenza privata. Nel mezzo ci sono la madre dell’alunno, che ha provato a intervenire per chiedere l’annullamento dei rimproveri sul registro elettronico, e il preside, che dopo aver negato la richiesta ha ricevuto delle chiamate da un uomo pretendendo scuse. Altrimenti sarebbe stato colpito in testa da una serie di proiettili. Il fatto è accaduto nel 2023 a Pordenone e ora sono in corso le udienze in Tribunale.

Le due note date in classe per comportamenti aggressivi

Secondo le ricostruzioni, a fine gennaio 2023 l’alunno si sarebbe rivolto a una supplente, dicendole di non dare altri compiti, se no «le avrebbe tirato la borraccetta di Spiderman», come riportato dal Messaggero. A questo comportamento sono seguite due note sul registro elettronico per «atteggiamenti aggressivi dell’allievo». Nei giorni successivi la madre, che resta anonima per tutelare il minore, ha mandato una mail alla docente titolare, chiedendo che i rimproveri fossero annullati. Non avendo ricevuto risposta, la donna ha chiesto di parlare con il dirigente scolastico, che le ha negato la cancellazione delle due note. «Non ha ottenuto ciò che desiderava, anche se ha minacciato che non se ne sarebbe andata e che avrebbe chiamato i giornali» riporta Il Messaggero.

Il preside contattato più volte da uno sconosciuto

Dopo il colloquio tra la madre e il preside, quest’ultimo ha iniziato a essere contattato da un uomo. La prima telefonata è stata ignorata dal dirigente, che vedendo il prefisso del Regno Unito ha pensato che fosse un call center. Quando la chiamata è arrivata su Whatsapp ha risposto e dall’altro capo del telefono ha sentito una voce maschile che parlava un italiano caratterizzato da un accento dell’Est. L’uomo gli ha intimato: «Adesso tu stai zitto che io devo parlare». Il preside ha subito attaccato e bloccato il numero, ma ciò non è bastato per fermare lo sconosciuto. Contattandolo con il prefisso 350, l’uomo gli ha detto: «Ascolta bene, tu ieri hai trattato male una signora, oggi devi chiedere scusa». Aggiungendo poi: «Non sai cosa ti succederà».

Chiedere scusa o essere sparati in testa

Dalle chiamate, lo sconosciuto è passato ai messaggi. «Hai due opzioni adesso, uno chiedi scusa e continui la tua vita. Se non lo fai partiamo adesso, vengo lì e ti porto dall’altra parte del confine e ti riempio la testa di proiettili che non ti riconoscerà anche la tua madre». Il dirigente scolastico ha sporto denuncia, pensando che la donna con cui aveva parlato qualche giorno prima avesse ingaggiato l’uomo per minacciarlo e far cancellare le note al figlio.

Ora in Tribunale: il preside sentito nella prima udienza

Il caso è ora al centro di un processo per concorso in tentata violenza privata e si sta celebrando in Tribunale a Pordenone. Il dirigente scolastico è stato sentito nell’udienza di lunedì 21 settembre, in cui è stato ricostruito l’episodio e sono state portate come prova le registrazioni fatte alle chiamate con lo sconosciuto. Il difensore della madre del ragazzo ha specificato che la donna «voleva soltanto che fossero annullate le note, non ha ingaggiato nessuno per far pressioni nei confronti del dirigente scolastico». Alla prossima udienza saranno sentiti gli operatori di polizia giudiziaria.

leggi anche