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Isabella Marsilio: «Sulla remigrazione mi hanno violentata psicologicamente». La prof accoltellata a Roma e le accuse di fascismo: la reazione alle scuse dei genitori

21 Settembre 2026 - 08:12 Giovanni Ruggiero
Prof Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un 13enne
Prof Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un 13enne
Per l'insegnante, i veri fascisti sono quelli che l'hanno attaccata finora sui social per le sue idee, limitando la sua libertà di espressione. La docente colpita da tre coltellate in classe ha deciso di chiudere i profili dopo un'ondata di insulti
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Dal giorno in cui è stata aggredita a coltellate in classe con un suo studente di 13 anni, la professoressa Isabella Marsilio è finita sotto attacco anche sui social per i suoi post passati al setaccio, dopo che il suo nome è stato associato alla vicenda della scuola media di Centocelle a Roma. La docente ha deciso di rendere privati i profili, ma i contenuti dei suoi post tra foto di Giorgio Almirante e frasi sulla necessità della remigrazione hanno scatenato inevitabili polemiche. Attacchi che lei stessa denuncia hanno lasciato un segno fin troppo pesante. A cominciare proprio dalle sue parole sulla remigrazione: ««Su questo concetto mi hanno violentata psicologicamente – dice al Corriere della Sera intervistata da Valeria Costantini – Ma non intendevo deportazioni, di infausta memoria. Sono lontanissima da questo passato storico, dalle leggi razziali». Il termine, chiarisce, lo riferisce «solo, limitatamente ed esclusivamente, per coloro che arrivano nel nostro Paese in modo irregolare, anzi più precisamente per chi viene solo a delinquere».

Uno dei post sui social della professoressa Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un suo studente 13enne
Uno dei post sui social della professoressa Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un suo studente 13enne

Perché la professoressa ha chiuso i social

Le critiche alle sue posizioni politiche l’hanno spinta a chiudere i profili. Troppi i commenti carichi di odio, racconta l’insegnante, perché restassero aperti: «Sono stata massacrata in un modo spietato. Come se i concetti di libertà e democrazia, ai quali proprio i detrattori si appellano, fossero solo parole». Secondo lei, chi la attacca per le sue idee finisce per mostrarsi «fascista», perché limita la sua libertà di espressione. Tra gli insulti ricevuti elenca «nazista, assassina, mostro, un pericolo per la società», e c’è stato anche chi ha scritto: «peccato che il ragazzo non sia riuscito a compiere l’omicidio».

Uno dei post sui social della professoressa Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un suo studente 13enne
Uno dei post sui social della professoressa Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un suo studente 13enne

Marsilio e la definizione di “fascista”: cosa risponde

La docente è stata letteralmente salvata da uno studente originario del Congo, che ha fermato il 13enne armato di coltelli che la stava aggredendo. Marsiglio però non vede una contraddizione tra le sue idee e questo aspetto della vicenda. Al Corriere risponde: «Ma qual è la relazione tra le mie idee politiche e l’amore per quel ragazzo? La mia posizione non prevede sovranismo o difesa della razza». Ricorda che in 40 anni di insegnamento ha avuto in classe «ragazzi di tutto il mondo, di ogni etnia», con cui ha sempre costruito un rapporto «amorevole, di profonda vicinanza». Aggiunge: «Non credo nella repressione, nella mia carriera non ho mai messo una nota».

L’influenza delle sue idee nel lavoro di insegnante

Sull’eventuale influenza delle sue idee sul lavoro, la docente di lettere prova ad allontanare ogni sospetto: «Non hanno mai influito. Il punto è essere di destra, non fascista. Ed è ridicolo parlare ancora di fascismo, finito nel ’45». Per lei essere di destra significa «libertà, rispetto della propria storia, dei propri valori, ordine, rispetto». E chiude con una domanda: «Ora, se tutto quello che ho elencato significa essere fascisti, allora sì sono fascista. E la destra che sta governando, sono tutti fascisti, nazisti?».

Uno dei post sui social della professoressa Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un suo studente 13enne
Uno dei post sui social della professoressa Isabella Marsiglio accoltellata a Roma da un suo studente 13enne

Il perdono all’alunno e le scuse dei genitori

Nell’intervista la docente parla anche del ragazzo che l’ha aggredita e della famiglia. I genitori le hanno scritto una mail per scusarsi e dirle di esserle vicini: «mi ha fatto davvero piacere riceverla». Marsilio racconta di essere rimasta dispiaciuta per il mancato contatto prima di allora, pur immaginando «il loro dolore, magari la loro vergogna», perché li aveva convocati per parlare del disagio del figlio, sperando di poterlo aiutare. Sul perdono, per cui è stata criticata, dice: «L’ho perdonato, ma c’è un enorme “ma”». Il ragazzo, spiega, «ha un grave malessere, va aiutato» e non può essere lasciato «a se stesso e tantomeno nelle mani dei genitori, che pare non abbiano saputo gestire le sue problematiche». Quando avrà preso coscienza della gravità di ciò che ha fatto, conclude, «se mi volesse incontrare, io certo lo abbraccerei».