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A scuola niente merende fatte in casa, il divieto che non piace ai genitori: cosa devono mangiare i bambini e i limiti per le maestre

19 Settembre 2026 - 16:58 Giovanni Ruggiero
Mensa scuola
Mensa scuola
Il regolamento imposto dalla dirigente scolastica nel Teramano a partire da una scuola per l'infanzia. Ma il divieto che apre le porte ai soli cibi industriali dovrebbe allargarsi anche alle altre scuole dell'istituto comprensivo
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Stop ai dolci fatti in casa alla scuola dell’infanzia di Alba Adriatica. La mensa non parte prima di ottobre e la polemica tra la dirigente scolastica e i genitori è già iniziata. Come riporta Il Centro, tutto nasce da una disposizione dirigenziale firmata da Fiorenza Marano, frutto di una decisione del consiglio d’istituto: la merenda dei bambini non poteva più arrivare da casa. Niente ciambelle della nonna o panini farciti all’ultimo da casa. Il motivo indicato è di tipo igienico-sanitario. Docenti e collaboratori scolastici non possono manipolare i cibi dei piccoli, per evitare contaminazioni. Una regola che impone di conoscere la tracciabilità degli ingredienti in fondo arcinota già dai tempi del nido. Ma che non tutti i genitori conoscevano.

Come è stata modificata la disposizione dopo le proteste

I genitori hanno protestato e hanno chiesto perché la merenda, prima «regolamentata», fosse abolita. La scuola ha aperto al confronto e, anche grazie alla mediazione di un avvocato, si è arrivati a un punto d’incontro. In attesa che la mensa della scuola di via dei Ludi apra il 1° ottobre, la dirigente ha corretto il provvedimento, che quindi cambia ma non salta. Marano ha annunciato anche un regolamento sulla gestione delle merende, valido per tutte le scuole dell’istituto comprensivo di Alba Adriatica.

Quali merende sono ammesse e quali no

La nuova regola stabilisce che «la merenda potrà essere consumata esclusivamente dai bambini che dimostrano totale autonomia operativa», con l’eccezione degli alunni che ricevono supporto. Per gli altri, il personale non può «intervenire per aprire confezioni, strappare involucri o maneggiare cibo». Via libera solo a «prodotti confezionati industriali a porzione singola, frutta già sporzionata e confezionata industrialmente, prodotti da forno etichettati», in contenitori che il bambino riesca ad aprire da solo. Restano esclusi i cibi deperibili e quelli fatti in casa, quelli che richiedono la catena del freddo o il riscaldamento, quelli che si mangiano con le posate e le confezioni con bordi taglienti. Vietato anche lo scambio di colazioni, e le quantità devono poter essere consumate in dieci minuti. I genitori sono invitati a «educare e allenare preventivamente il proprio figlio a casa all’apertura autonoma delle confezioni scelte».

La reazione dei genitori alle nuove regole sulle merendine

Non tutti i genitori però sono soddisfatti. Per qualcuno la «toppa è stata peggio del buco», perché la richiesta presentata era un’altra: un menù settimanale di merende, con tutte le attenzioni su igiene e conservazione. Per alcuni famiglie gli snack industriali sono inaccettabili, e preferiscono preparare biscotti e ciambelloni con i prodotti tradizionali con cui sono cresciute le generazioni precedenti. Posizioni per il momento inconciliabili.

Foto di Hans da Pixabay