Le senatrici in minigonna protestano contro le parole di Tajani e Vannacci sulle donne: «Siamo libere di vestirci come vogliamo» – La foto

Senatrici delle opposizioni in gonna a Palazzo Madama per contestare le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sulla lunghezza delle gonne delle donne e oggi quelle di Roberto Vannacci che ha detto di preferire le «donne senza gonna». Protagoniste, una delegazione di senatrici delle opposizioni (Pd, Italia Viva, Avs, M5s e il gruppo delle Autonomie), che si sono ritrovate nel Transatlantico del Senato per una foto. «Questo è un gesto di libertà per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo – ha detto la capogruppo di Iv, Raffaella Paita che ha lanciato l’idea – Crediamo che la libertà delle donne si misura da qualsiasi gesto di libertà, compresa la dimensione della gonna o qualsiasi altro gesto che le donne vogliano compiere senza essere giudicate dagli uomini».
«Le parole di Tajani dimostrazione del patriarcato»
Per Simona Malpezzi del Pd, «quelle parole sono una dimostrazione del patriarcato intrinseco e inconsapevole tant’è che il ministro Tajani si è poi giustificato e scusato ma la sua giustificazione è ancora peggio. Loro non si accorgono di cosa dicono perchè ce l’hanno dentro. Invece bisogna dimostrare che quelle frasi non sono accettabili».
L’altra senatrice dem Valeria Valente ha chiamato in causa la premier Giorgia Meloni per il silenzio e per non aver commentato «con nettezza e fermezza» quelle parole, aggiungendo: «Purtroppo il femminismo non è un pranzo di gala e qualche volta richiede qualche prezzo. Lei è disposta a pagare qualche prezzo?». Le senatrici che hanno promosso l’iniziativa sono, oltre a Paita, Susanna Camusso (Pd), Silvia Fregolent (Iv) Cecilia d’Elia (Pd), Daniela Sbrollini (Iv), Ilaria Cucchi (Avs), Valeria Valente (Pd), Dafne Musolino (Iv), Simona Malpezzi (Pd), Cristina Tajani (Pd) e Julia Unterberger (Autonomie).

