Ultime notizie Festival di OpenGoverno MeloniMedio OrienteScuolaSigfrido Ranucci
POLITICACentrosinistraElly SchleinEmilia-RomagnaFestival di OpenGiorgia MeloniGoverno MeloniParmaPDVideo

Schlein al Festival di Open: «Fino a che non c’è una pace giusta è giusto sostenere l’Ucraina. Meloni ci dica quando andremo a votare» – Il video

20 Settembre 2026 - 22:21 Bruno Gaetani
La segretaria dem attacca l'esecutivo: «Hanno fallito sul piano sociale ed economico. Alle prossime elezioni non ci presenteremo divisi»
Google Preferred Site

Prima il programma, poi si penserà al candidato (o alla candidata) premier. A ribadirlo è Elly Schlein, intervista da Enrico Mentana al Festival di Open, in corso a Parma. Dal palco di piazza Garibaldi, la segretaria del Partito democratico ha rivendicato la propria linea testardamente unitaria, assicurando che il lavoro con gli alleati (innanzituttto M5s e Avs) è già iniziato.

«Ci sentiamo quasi quotidianamente con gli altri leader e vogliamo metterci al lavoro sul programma comune. Ma prima di tutto, vorrei che Giorgia Meloni dicesse al Paese quando si andrà a votare. Se non lo sta facendo, è perché la maggioranza è divisa pure su quello. In ogni caso, non ci presenteremo divisi come nel 2022. Lo dobbiamo ai nostri elettori», insiste Schlein. E per quanto riguarda la scelta del candidato premier del campo progressista: o si trova un accordo per far andare avanti il leader del partito più votato oppure «faremo le primarie, per cui mi sono sempre resa disponibile».

Il sostegno all’Ucraina

«Fino a che non c’è una pace giusta è giusto sostenere un Paese che subisce un’invasione. Su questo discuteremo e troveremo un compromesso», ha detto Schlein durante rispondendo a una domanda sull’Ucraina di Enrico Mentana. «Sull’Ucraina la posizione del Pd è sempre stata chiara, quello che pretendiamo daIl’Ue è che ci sia una voce negoziale sola, che faccia lo sforzo diplomatico per isolare Putin e costringerlo a negoziare pace giusta, che non è una resa all’aggressore. – ha aggiunto – Da europeista soffro quando vedo che questa discussione la fanno gli inviati da Trump con Putin e Zelensky e mi chiedo dov’è la nostra Ue. Dobbiamo fare lo sforzo di avere una voce sola e forte che superi l’unanimità».

Schlein: «Meloni ha fallito sull’economia»

Il primo terreno sul quale Schlein rivendica la necessità di costruire un’alternativa al governo Meloni è quello economico. La segretaria dem descrive un Paese con un’economia sostanzialmente ferma, segnato dal «calo della produzione industriale, da salari che restano tra i più bassi d’Europa, dal costo elevato dell’energia e da una pressione fiscale che ha raggiunto livelli record negli ultimi anni». Secondo la segretaria del Pd, Giorgia Meloni «ha fallito dal punto di vista economico e sociale» e il centrosinistra ha il dovere di costruire un’alternativa. La priorità sono i costi dell’energia per cittadini e imprese, tema su cui proprio nei giorni scorsi ha avanzato cinque proposte alla premier. «Abbiamo 14 miliardi di flessibilità che consente la Commissione europea: usiamoli bene e per alcune misure che aiutino le famiglie a sostituire gli impianti di climatizzazione con pompe di calore e sistemi più efficienti», propone Schlein.

Nella visione della segretaria del Pd, la «strategia per la crescita» dovrebbe articolarsi su tre direttrici: «ridurre il costo delle bollette, far ripartire gli investimenti e intervenire sulla qualità del lavoro e della formazione». Su quest’ultimo punto, in particolare, la leader del Pd rivendica la battaglia per il salario minimo, che ha messo d’accordo tutti i partiti di opposizione (compresa Azione) e su cui «il 70% degli italiani è d’accordo». E a chi, come Angelo Bonelli, nei giorni scorsi ha invitato il centrosinistra a non tendere la mano al governo suggerendo proposte e idee condivise, Schlein risponde: «Io so fare opposizione solo così: accanto a ogni critica al governo facciamo proposte costruttive».

Il percorso per arrivare a un programma di coalizione

Per quanto riguarda la proposta con cui i progressisti si presenteranno alle prossime elezioni, la segretaria dem cita il percorso appena concluso dal Movimento 5 stelle. «Ho guardato con attenzione ciò che è emerso da Nova e ho trovato molte cose condivisibili e sovrapponibili con quelle del Pd», osserva dal palco di Open. Dopodiché, respinge l’idea che il lavoro sul programma comune debba ancora cominciare: «Non è vero che non è iniziato il percorso sul programma comune: la proposta sul salario minimo l’abbiamo presentata tutti insieme nel 2023, quella sulla sanità nelle ultime due manovre».

Alla ricerca di una posizione comune sull’Ucraina

Sul piano internazionale, Schlein rivendica anzitutto le posizioni comuni delle opposizioni sulla guerra a Gaza e sul riconoscimento della Palestina. «Abbiamo chiesto insieme di fermare i crimini di Netanyahu, sanzionare quel governo e riconoscere lo Stato di Palestina», afferma. Sull’Ucraina, invece, una posizione condivisa ancora non c’è. E così, la segretaria dem si limita a ribadire la posizione del suo partito: «Sull’Ucraina la nostra posizione è sempre stata chiara: abbiamo sempre sostenuto la difesa di un popolo aggredito. Ma chiediamo che ci sia una voce negoziale da parte dell’Ue, che ci sia uno sforzo diplomatico e politico per costringere Putin a negoziare una pace giusta. Da europeista soffro quando vedo che quella discussione la fanno gli inviati di Trump e non la nostra Unione europea».

L’affondo sui decreti sicurezza: «Sono uno peggio dell’altro»

Nell’intervista sul palco di Parma non mancano i temi della sicurezza e dell’immigrazione. «Io penso che bisogna superare la legge Bossi-Fini, che crea solo irregolari e li rende ricattabili dalle organizzazioni criminali», sostiene Schlein. E sulla sicurezza, la segretaria dem attacca frontalmente il governo: «A destra parlano, ma non portano risultati. I decreti sicurezza sono uno peggio uno dell’altro: se avesse funzionato il primo, non ne avrebbero fatti altri quattro con lo stesso nome. Dobbiamo farci carico noi di quella percezione di insicurezza che c’è nel Paese».

L’appello per iniziare a occuparsi di AI

In chiusura, Schlein affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale, chiedendo che la tecnologia non venga lasciata esclusivamente all’autoregolamentazione delle aziende private. «Non dovrebbero essere società private ad autoregolarsi tra di loro. Dovrebbe essere il pubblico a far sì che i benefici di questa tecnologia siano distribuiti», sostiene la segretaria dem. Per Schlein, questo tema si lega a una più ampia questione di distribuzione del potere e della ricchezza. «Dobbiamo impedire alla tecnologia di dominare l’umano e concentrare potere e ricchezza in sempre meno mani», afferma, rilanciando anche l’idea di un Cern europeo per l’intelligenza artificiale.

leggi anche