Festival di Open, il ministro Nordio: «Superati i target del Pnrr, ma a fine legislatura torno a fare il giornalista» – Il video
«Abbiamo sempre parlato di referendum e di riforme strutturali, ma non abbiamo parlato dei risultati concreti che abbiamo raggiunto. La riduzione della durata dei processi è uno tsunami positivo i cui risultati vedremo a breve». Interviene così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, tra i protagonisti della prima giornata del Festival di Open, in corso a Parma dal 18 al 20 settembre
Gli obiettivi del Pnrr centrati (e superati)
In collegamento con il palco di piazza Garibaldi, il Guardasigilli rivendica il successo del suo dicastero nel raggiungere (e superare) gli obiettivi stabiliti dal Pnrr per tagliare la durata media dei processi in Italia. Pur riconoscendo che i cittadini per il momento ancora non hanno avuto modo di accorgersi dei miglioramenti, Nordio innanzitutto fa mea culpa: «Abbiamo sicuramente avuto un difetto di comunicazione, parlando sempre di referendum e riforme strutturali». Ma precisa: «Gli operatori del diritto si stanno già accorgendo» dei miglioramenti arrivati con i traguardi raggiunti del Pnrr.
La giustizia è davvero uguale per tutti?
Alla domanda se la giustizia è davvero uguale per tutti (non solo sulla carta), Nordio aggiunge: «Qui parlo da magistrato, non da ministro. Che la giustizia umana sia fallibile è un dato così ovvio e fisiologico che in tutti gli ordinamenti democratici esistono diversi stadi di processo. Non accade lo stesso con la sala operatoria se un chirurgo sbaglia, o al massimo è un’eccezione. L’attività giudiziaria è tra le più complesse al mondo. Se un giudice pronuncia sentenze inadeguate, questo fa parte della natura umana. Kant postulava la giustizia divina e io sono perfettamente d’accordo con Kant».
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Il carcere sull’isola di Gorgona non chiuderà
Per quanto riguarda la situazione delle carceri italiane, il ministro smentisce l’ipotesi, anticipata da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera, che il carcere sull’isola di Gorgona rischi lo smantellamento, ma per quanto riguarda gli altri istituti, Nordio spiega: «Il nostro sistema carcerario è estremamente disomogeneo: alcune strutture sono un modello, altre sono fatiscenti. A Regina Coeli, per esempio, non si può nemmeno spostare una porta perché c’è il vincolo delle belle arti». Dopodiché, rivendica la decisione del governo di agevolare l’uscita di cella per alcuni detenuti tossicodipendenti, così da attenuare l’impatto del sovraffollamento.
Cosa farà Nordio a fine legislatura?
In chiusura dell’intervista, Nordio rivela anche cosa farà una volta finita la legislatura e, di conseguenza, la sua esperienza al ministero della Giustizia. «L’anno prossimo credo che farò quello che mi è sempre riuscito meglio: leggere, scrivere e tornare a essere vostro collega», dice a Franco Bechis e Sara Menafra, direttore e vicedirettrice di Open, autori dell’intervista. «Da tanti anni – aggiunge Nordio – non scrivo editoriali e pagine culturali. Penso che tornerò a fare quello».

