Silvia Salis al Festival di Open 2026: «Meloni non ha saputo cambiare il Paese. Le primarie? Tempo perso» – Il video
Ma quali primarie. Silvia Salis non solo non ha intenzione di parteciparvi, ma non crede neppure in quello strumento. Il che non vuole certo dire che non sia in campo per lavorare alla vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni. Ospite del Festival di Open, la sindaca di Genova indica di fatto nell’amministrazione della sua città la strada da seguire per il Campo largo. «L’esperienza di Genova fa sperare, perché lavoriamo con tutti i partiti del campo progressista: non senza difficoltà, ma trovando di volta in volta la mediazione». Salis si schermisce davanti ai recenti sondaggi che la danno in testa ai gradimenti “virtuali” per il popolo di centrosinistra, davanti agli stessi Giuseppe Conte ed Elly Schlein. «Credo che quel sondaggio fotografi il fatto che a Genova dimostriamo che il campo progressista può funzionare e governare insieme. E poi i sindaci incarnano quell’idea di solidità e praticità che ci si aspetta dalla politica».
L’esempio di Meloni e gli errori del governo
Salis indica il metodo per il centrosinistra, dunque, ma ribadisce di non avere intenzione di “scendere in campo” nazionale. Non ora, per lo meno. Anche perché nelle primarie crede ben poco. «Non sono favorevole, e comunque negli scorsi mesi si poteva investire il tempo in altro: ci siamo persi in una discussione lunghissima che non interessa a nessuno nel Paese. Poi se ce ne sarà la necessità si potrà aprire quella discussione, ma arriviamoci col vestito pronto». Il che per Salis vuol dire definire un messaggio univoco attorno, poi costruirci attorno una squadra. E lavorare uniti. «Per il centrodestra parla Giorgia Meloni, ci sono timide prese di posizione pubbliche ma poi la linea la dà lei». Il centrosinistra deve fare lo stesso. «Seguiamo il modello americano: uno schieramento contro l’altro, con una voce e una posizione su ogni tema contro la quale nessuno si mette». Nel merito però, è il controcanto di Silvia Salis, Meloni ha fallito nel cambiare il Paese: «Se in anni al potere il tuo consenso non oscilla mai è perché non hai avuto il coraggio di fare scelte in grado di cambiare davvero l’Italia».
La lezione di Guzzanti/Bertinotti
Per metterla giù chiara, Salis cita quel Fausto Bertinotti di una vecchia e mitica imitazione di Corrado Guzzanti: «Diceva “Dobbiamo scinderci fino all’irrilevanza”. Possiamo evitarlo? Mio figlio di 3 anni vede che se si brucia non lo deve fare più, dobbiamo farlo anche noi». Con Elly Schlein, assicura, ha contatti diretti. E agli altri dirigenti di Pd e Campo largo fa arrivare da Parma questo messaggio. «Dico quel che penso sia utile al campo progressista per vincere le elezioni, e sprono tutti a farlo: qualche articolo di meno sul giornale e qualche linea di programma in più, per costruire una voce unitaria. Costerà qualche voto, ma sul lungo periodo è la strada giusta».

