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Nessun resto dell’aereo al Pentagono l’11 settembre? Le fonti smentiscono i complottisti

29 Settembre 2026 - 22:50 Juanne Pili
Un filmato diffuso sui social ripropone la tesi complottista sull'attentato al Pentagono. I rottami del volo AA77, in realtà, sono ampiamente documentati negli atti processuali e nei rapporti tecnici ufficiali
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Diverse condivisioni Facebook riportano un reel che immortala la facciata del Pentagono crollata dopo essere stata colpita da un il Boeing 757 del volo AA77. Si tratta di uno degli attacchi che i terroristi di al Qaeda fecero ai danni degli Stati Uniti la mattina dell’11 settembre 2001. Nel filmato in oggetto si lascia intendere l’ipotesi di complotto secondo cui l’edificio non sarebbe stato colpito da un aereo, infatti non vi sarebbe traccia dei suoi frammenti.

Per chi ha fretta:

  • Un reel social mostra il crollo della facciata del Pentagono sostenendo che l’assenza di grandi rottami sul prato smentisca lo schianto del volo AA77.
  • L’impatto ad altissima velocità contro la selva di pilastri in cemento armato ha causato la frammentazione dell’aereo prevalentemente all’interno dei primi due piani della struttura.
  • I resti del Boeing 757 (inclusi i motori, porzioni di fusoliera e componenti interne) sono stati fotografati e repertati sia all’esterno che all’interno del Pentagono.
  • Le prove dell’impatto sono conservate negli archivi fotografici dell’FBI, negli atti del processo Moussaoui e nel rapporto tecnico indipendente condotto dall’ASCE/SEI.

Il contenuto fuorviante

Le condivisioni in oggetto presentano la seguente didascalia:

Dove sono i resti dell’aereo?

Tra le principali fonti che documentano la presenza dei frammenti del volo 77 – purtroppo anche dei cadaveri tra le macerie – troviamo gli Atti del processo Moussaoui. C’è anche l’archivio fotografico dell’FBI. Segnaliamo inoltre il rapporto tecnico pubblicato nel 2003, disponibile gratuitamente online: The Pentagon Building Performance Report, prodotto dagli esperti della American Society of Civil Angineers (ASCE) e dello Structural Engineering Institute (SEI).

Nella seguente grafica trovate in alto tre foto con la ricostruzione del percorso dell’aereo poco prima dell’impatto; durante la penetrazione nei primi due piani dell’edificio, costituiti da una selva di pilastri dove l’aereo si è frammentato; infine la ricostruzione digitale della facciata, come si presentava poco prima del collasso. È ben visibile uno squarcio di oltre 35 metri. L’ultima immagine in basso è una foto composita prodotta nel 2007 da Pier Paolo Murru (qui ad alta risoluzione). Come potete constatare la ricostruzione si corrobora con la grafica degli ingegneri dell’ASCE/SEI:

Credit: The Pentagon Building Performance Report(ASCE/SEI, 2003) & Pier Paolo Murru.

La ricostruzione del percorso compiuto dall’aereo poco prima di schiantarsi contro la facciata del Pentagono, come riportata dagli ingegneri dell’ASCE/SEI può essere incrociata con le immagini dei pali della luce travolti dal passaggio del velivolo, la cui posizione è compatibile col passaggio di un Boeing 757, come vediamo nel seguente video pubblicato su YouTube dall’utente MostHolyPlace2:

Veniamo infine alle immagini dei frammenti del velivolo, dentro e fuori l’edificio. Nessuno le nasconde, basta non essere pigri e cercarle. Ne riportiamo una minima parte, prese dagli atti del processo Moussaoui e dall’archivio dell’FBI, compresi i pochi fotogrammi del velivolo mentre si schianta contro l’edificio, tratte sempre dal rapporto ASCE/SEI:

Conclusioni

La tesi secondo cui l’assenza di grandi sezioni intatte di fusoliera sul prato davanti al Pentagono dimostrerebbe la mancanza di un incidente aereo è priva di fondamento. La dinamica dell’impatto ad alta velocità contro una struttura ad alta resistenza ha provocato la disintegrazione del Boeing 757 e la dispersione dei suoi frammenti principalmente all’interno dell’edificio. La presenza dei resti dell’aereo è ampiamente provata e consultabile attraverso documenti d’archivio, rilievi fotografici dell’FBI e perizie ingegneristiche ufficiali.

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