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Attentato a Ranucci, la Procura ha chiesto l’estradizione per Gomes Clesio Tavares dal Camerun: cosa succede ora

01 Ottobre 2026 - 17:16 Marco Fedeli
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Per lui la Procura ha richiesto anche l'internazionalizzazione per far valere l'arresto anche all'estero
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La procura di Roma ha chiesto l’estradizione di Gomes Clesio Tavares, il camerunese ricercato per la bomba piazzata sotto casa del giornalista Sigfrido Ranucci. Inoltre, ha richiesto anche l’internazionalizzazione per far valere l’atto di arresto anche negli altri Paesi. Infatti, quando gli investigatori hanno ricostruito l’identità di colui che ha attentato alla vita dell’ex conduttore di Report, lui era già fuggito in Africa. E da lì rilasciava interviste sostenendo di non avere nulla a che fare con l’attentato a Ranucci e che, una volta tornato in Italia, avrebbe chiarito che lui non è il mediatore tra Valter Lavitola e il commando giunto dall’Irpinia per piazzare la bomba.

I passaggi per l’estradizione

Tuttavia, Gomes Clesio Tavares è ancora in Camerun. Per questo la procura di Roma ha firmato una richiesta di estradizione. Adesso l’atto verrà valutato dalla Corte d’Appello, poi dal ministero della Giustizia, e infine, di solito, vengono fatti valere gli accordi bilaterali tra Paesi. Ma non è questo il caso. Il ministero valuterà eventuali trattati, ma tra l’Italia e il Camerun non ci sono intese per l’estradizione. La procura, però, ha fatto anche richiesta di internazionalizzazione relativa al mandato d’arresto, per fare in modo che l’atto venga reso valido e legalmente riconosciuto in un Paese estero.

Versioni contrastanti su Gomes

Se Gomes venisse fermato in un Paese con cui l’Italia collabora, allora verrebbe arrestato e accompagnato a Roma. Dove lo attende un’indagine che lo vede accusato di aver organizzato l’attentato del 16 ottobre a Ranucci. Lavitola sostiene di avergli commissionato un lavoro meno pericoloso, di avergli detto di sparare alcuni colpi in un muro, ma lui avrebbe fatto di testa sua. Gli attentatori dicono invece che il camerunense avrebbe dato loro l’esplosivo e non avrebbe detto chi era l’obiettivo, o forse che era tutto organizzato.

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