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Trump riabilita Musk e gli affida la pianificazione della guerra del futuro (anche sulla Luna)

01 Ottobre 2026 - 22:46 Anna Clarissa Mendi
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Pace fatta con il presidente Usa dopo l'esperienza alla guida del Doge. Il patron di SpaceX e Tesla, nonché l'uomo più ricco del mondo, guiderà per il Pentagono il «Project Meridian». Cosa prevede il nuovo incarico
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Elon Musk torna a collaborare con l’amministrazione di Donald Trump. Il patron di SpaceX e Tesla, nonché l’uomo più ricco del mondo, guiderà il nuovo progetto del Pentagono dedicato a immaginare e preparare la guerra del futuro. Pace fatta, dunque, con il presidente statunitense, dopo l’esperienza del 2025 alla guida dell’ambizioso Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge), conclusasi con una clamorosa rottura. Musk sarà affiancato da Luckey, fondatore e amministratore delegato dell’azienda di tecnologie per la difesa Anduril, e da Newt Gingrich, ex speaker repubblicano della Camera. I tre, con il contributo di esperti di alta tecnologia e sicurezza nazionale, dovranno presentare le prime soluzioni entro 120 giorni.

Cosa prevede il progetto: droni, Ia e la nuova corsa al riarmo spaziale

Il nome in codice dell’iniziativa è «Project Meridian». Il progetto, presentato da Pete Hegseth, punta ad anticipare i possibili scenari operativi e a sviluppare gli strumenti necessari a preservare la supremazia militare degli Stati Uniti. In particolare, il Pentagono intende studiare come le forze armate americane possano sfruttare le nuove tecnologie e condurre operazioni in teatri finora inesplorati, compresa la Luna. «Stiamo assistendo a rapidi progressi nell’intelligenza artificiale, nell’autonomia, nell’energia diretta, nella robotica e nelle biotecnologie, tra le altre aree critiche dell’alta tecnologia», ha sottolineato Hegseth.

La guerra russa contro l’Ucraina e, più recentemente, il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno evidenziato i limiti di una concezione tradizionale della potenza militare, fondata soprattutto sulla disponibilità di grandi sistemi d’arma come missili, carri armati, navi e caccia. L’impiego di droni relativamente economici, capaci di provocare danni significativi, ha mostrato quanto il rapporto tra costi e capacità tecnologiche stia cambiando. «Questi nuovi domini, nuovi modi di combattere e sviluppi tecnologici modificheranno profondamente la natura della guerra», ha dichiarato il capo del Pentagono.

Dal sottosuolo fino alla Luna: la strategia del Pentagono

Sotto la guida di Emil Michael, sottosegretario alla Difesa per la ricerca e l’ingegneria, Musk, Luckey e Gingrich dovranno concentrarsi sull’«individuazione, sviluppo e impiego operativo» delle armi e dei sistemi che potrebbero essere necessari alle future generazioni di militari. L’obiettivo, ha spiegato Hegseth, è lavorare senza limitazioni creative e prepararsi a qualsiasi futuro campo di battaglia, «dal sottosuolo terrestre fino a oltre la Luna». Anche lo Stato maggiore congiunto, lo Joint Staff, e tutte le forze armate statunitensi saranno chiamati a collegare i propri programmi di ricerca e i progetti dedicati alla guerra del futuro al Project Meridian. L’obiettivo è evitare che gli Stati Uniti diano per acquisita la propria (attuale) superiorità militare e tecnologica.

Foto copertina: ANSA/SHAWN THEW | Elon Musk fuori dalla Casa Bianca, 29 settembre 2026

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