Antonio Razzi vuole tornare in Parlamento e guarda a Vannacci: «Sono pulito, lavato con Perlana»
Antonio Razzi pensa a un ritorno in Parlamento e guarda dalle parti di Roberto Vannacci. L’ex senatore, non esclude una nuova candidatura. Alla domanda se voglia provarci ancora, risponde al Corriere della Sera: «Le vie del Signore sono infinite». E sul partito con cui presentarsi lascia aperte diverse strade, anche se una sembra attirarlo più delle altre: «Mi piace la politica del generale Vannacci».
La cena con Vannacci e l’attesa di una chiamata
Razzi racconta di aver già incontrato Vannacci a cena, ma di non avergli parlato di una possibile candidatura. «Voglio che sia lui a cercarmi. Mi conoscono tutti e non devo essere io a presentarmi», spiega. E quando gli viene chiesto perché il generale dovrebbe scegliere proprio lui, arriva la risposta in pieno stile Razzi: «Intanto perché sono pulito. Lavato con Perlana».
Il rapporto con Forza Italia
Prima di Vannacci, però, c’è Forza Italia. Razzi continua a rivendicare il suo legame con Silvio Berlusconi, ma critica l’attuale guida del partito. Tornerebbe a candidarsi con gli azzurri solo a una condizione: «Se cambiano segretario».
Ti potrebbe interessare
Per la successione, Razzi fa anche due nomi: Roberto Occhiuto e Alessandro Cattaneo. Secondo l’ex senatore, Forza Italia dovrebbe trovare qualcuno «che abbia almeno un po’ del fascino che aveva Berlusconi».
«In politica estera ne so più di tutti»
Razzi rivendica anche una possibile utilità sul fronte internazionale. «Io posso essere molto utile nella politica estera», sostiene, arrivando a dire di saperne «più di tutti». La ragione, secondo lui, sta nei 41 anni trascorsi in Svizzera e nell’esperienza in fabbrica, dove racconta di aver lavorato insieme a persone di 37 nazionalità diverse.
Da quell’esperienza fa risalire anche la sua conoscenza dell’Islam. Razzi ricorda in particolare un collega, Mohamed, che un giorno vide a terra pensando si sentisse male. In realtà stava pregando. «Gli ho detto: “Prega pure per me che ne ho bisogno”», racconta. A completare il curriculum internazionale cita anche le lingue conosciute, dalla spagnola parlata con la moglie al tedesco imparato in fabbrica.

