Spagna, migliaia di persone in piazza per il diritto alla casa: 5 arresti e 9 poliziotti feriti. Cosa sta succedendo
Scontri tra manifestanti e polizia a Valencia, dove centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la crisi abitativa e la bocciatura, avvenuta ieri in Parlamento, di due decreti legge con misure per affrontare l’emergenza casa. Al momento, risultano cinque persone arrestate e nove agenti feriti. Gli attivisti hanno raggiunto in corteo il Palau de les Arts, l’emblematico complesso che ospita una convention di imprese immobiliari. La protesta, iniziata pacificamente al grido di «Vogliamo vivere nei nostri quartieri», è degenerata quando un gruppo di circa trenta manifestanti è riuscito a superare il cordone di sicurezza ed entrare nel complesso. Per disperderli, gli agenti in tenuta antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni e sparato alcune pallottole di gomma a scopo dissuasorio.
Perché si protesta in Spagna
La maxi protesta in Spagna nasce dalla bocciatura in Parlamento di due decreti del governo di Pedro Sánchez pensati per intervenire sulla crisi abitativa, in un Paese dove il costo delle case e degli affitti è diventato uno dei principali motivi di mobilitazione. I provvedimenti prevedevano, ad esempio, la proroga delle tutele contro gli sfratti per gli inquilini vulnerabili e il rinnovo automatico dei contratti di affitto già esistenti. Entrambi sono stati respinti. Il primo con 178 voti contrari e 172 favorevoli, il secondo con 184 contrari e 166 favorevoli. Decisivo è stato il voto contrario degli indipendentisti catalani di Junts. La doppia bocciatura rappresenta una nuova difficoltà parlamentare per il governo Sánchez, che dovrà ora cercare un nuovo accordo sulle misure per la casa. Il premier potrebbe quindi valutare la convocazione di elezioni anticipate. La decisione è attesa nel fine settimana.
«Subito sciopero generale»

La mobilitazione ha interessato contemporaneamente diverse città della Spagna. A Madrid, quattro colonne di manifestanti sono partite a mezzogiorno da nord, sud, est e ovest della capitale per convergere verso Plaza Cibeles. Si parla di circa 500mila partecipanti. Dietro grandi striscioni con la scritta «Subito sciopero generale!», migliaia di persone hanno scandito slogan come «Fuori gli speculatori dai nostri quartieri» e «Questo deve cambiare, la casa subito!». I cortei sono partiti da Atocha, Plaza de España e dall’ospedale La Princesa, mentre un’altra marcia ha preso il via dall’accampamento degli attivisti a Puerta del Sol.
Perché ci sono manifestazioni in 50 città spagnole
Le manifestazioni, convocate dai sindacati degli inquilini, si sono svolte in oltre 50 città, da Santander a Santiago de Compostela, fino a Palma di Maiorca. Altre mobilitazioni sono previste nel pomeriggio a Barcellona, Toledo, Vigo, Alicante e Malaga. La protesta arriva dopo la bocciatura parlamentare di due decreti legge d’urgenza che prevedevano interventi contro la crisi abitativa, comprese misure rivolte ai fondi immobiliari accusati dagli attivisti di alimentare la speculazione.

Verso l’astensione generale dal lavoro
«Quella che si respira nelle strade è una nuova energia», ha dichiarato Valeria Racu, portavoce del Sindicato de Inquilinas. Secondo Racu, il movimento avrebbe dimostrato «in 8 giorni» di poter esercitare una pressione maggiore di quella esercitata «in 8 anni di governo progressista». La portavoce ha annunciato che gli attivisti intendono continuare la mobilitazione e ha indicato negli investitori i «veri invasori», riferendosi in particolare ai fondi di investimento immobiliare. «La strada è chiara ed è verso lo sciopero generale», ha aggiunto, spiegando che sono già in corso contatti con i principali sindacati del Paese per organizzare un’astensione generale dal lavoro. Al momento, tuttavia, non è stata fissata alcuna data.

