Corteo per Gaza promosso sul registro elettronico, il ministero dispone un’ispezione al liceo di Novi Ligure: «No all’indottrinamento»
Una manifestazione per Gaza promossa attraverso la bacheca del registro elettronico della scuola. È questo il caso che ha portato il liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure al centro dell’attenzione del ministero dell’Istruzione e del Merito. L’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha infatti disposto un’ispezione per verificare le circostanze della pubblicazione di un invito rivolto agli studenti a partecipare al corteo “Sudario di Gaza”, in programma sabato 10 ottobre ad Alessandria.
L’iniziativa
L’iniziativa, organizzata dal Coordinamento per la Palestina, prevede un corteo durante il quale sarà portato un grande telo con i nomi dei 18.457 minori palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato nella comunicazione diffusa dall’istituto, sulla base delle adesioni raccolte sarebbe stato inoltre organizzato il viaggio di andata e ritorno da Novi Ligure ad Alessandria.
Perché il ministero ha disposto un’ispezione
A far scattare l’intervento del ministero è soprattutto la modalità con cui l’invito sarebbe stato diffuso: la bacheca del registro elettronico ClasseViva, uno strumento istituzionale utilizzato dalla scuola per le comunicazioni con studenti e famiglie. «L’Ufficio scolastico del Piemonte ha già disposto un’ispezione per accertare quanto accaduto e verificare l’eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per convocare gli studenti a manifestazioni», fa sapere il ministero. Qualora i fatti riportati dalla stampa fossero confermati, aggiunge l’amministrazione, «si configurerebbe una grave violazione della deontologia professionale».
Valditara: «La scuola rifiuta ogni forma di indottrinamento»
La vicenda ha suscitato anche la reazione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. «La scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento», ha dichiarato il ministro, sostenendo che «la pratica dell’indottrinamento degli studenti appartiene soltanto ai regimi totalitari», ha concluso.
Foto copertina: PEXELS / HASEEB MODI

