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Ritrovato in un mercatino delle pulci il libretto scolastico di Pieraccioni: «L’ho annusato e ho sentito l’odore di quei giorni»

03 Ottobre 2026 - 23:23 Francesca Milano
libretto scolastico leonardo pieraccioni
Il documento è stato trovato da un amico del regista che glielo ha restituito. Dentro ci sono le giustificazioni per le assenze firmate da sua mamma Carla
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Il libretto delle giustificazioni delle medie di Leonardo Pieraccioni, risalente all’anno scolastico 1976/77, è stato trovato su una bancarella di un mercatino delle pulci a Subbiano, in provincia di Arezzo. A trovarlo è stato un amico dell’attore e regista, che glielo ha poi restituito. Come sia arrivato fin lì, ammette lo stesso Pieraccioni, «è un mistero».

Le giustificazioni e la firma della madre Carla

Il libretto è della scuola media Giosuè Carducci di Firenze, frequentata da Pieraccioni 50 anni fa. Sulle pagine compaiono ancora le giustificazioni delle assenze e le firme della madre Carla. Per il regista fiorentino ritrovare quel vecchio libretto ingiallito ha funzionato come una piccola macchina del tempo. «Già a 20 anni avevo sviluppato una predisposizione naturale, romantica e patologica per la nostalgia», ha scritto Pieraccioni su Instagram raccontando il ritrovamento. E infatti, appena lo ha riavuto tra le mani, il primo gesto è stato insolito: lo ha annusato. «Mi sono convinto di aver sentito l’odore di quando malato rimanevo a letto», racconta.

I ricordi riaffiorati grazie al ritrovamento del libretto

Da lì i ricordi si accumulano uno dopo l’altro: la piccola televisione della cucina portata in camera, la prolunga del cavo, lo stesso canale in bianco e nero lasciato acceso per ore perché alzarsi per cambiarlo richiedeva troppa fatica. E poi il Vicks Vaporub sul petto, il termometro a mercurio e la madre che ogni mezz’ora entrava a chiedergli come stesse.

La risposta del piccolo Leonardo, con febbre e raffreddore, era «bale», cioè “male” pronunciato con il naso chiuso. Ma a ripensarci oggi Pieraccioni ammette che quelle giornate non erano poi così spiacevoli: a 11 anni significavano niente scuola, letto caldo, televisione in camera e minestrina con il formaggino. «Stavo benissimo, protetto, in una bolla. Fuori poteva succedere di tutto, io lì ero felice».

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