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La Spagna al voto tra le proteste per la casa?

05 Ottobre 2026 - 05:40 Alessandro D’Amato
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Oggi Sánchez potrebbe annunciare le dimissioni. La prima data utile per il voto è il 29 novembre. Il centrodestra è in grande vantaggio ma il premier ha già fatto una grande rimonta nel 2023
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Le possibilità che Pedro Sánchez si dimetta per portare la Spagna alle elezioni sono del 70%. A scriverlo oggi è La Vanguardia, che cita fonti dello staff del premier. Una lunga riunione alla Moncloa ha visto il primo ministro propendere per le urne anticipate. Una posizione resa chiara del resto già la scorsa settimana, quando ha avvertito PP e Junts che «la storia li giudicherà prima di quanto pensino». Sánchez vuole cavalcare l’emergenza casa, che ha portato di nuovo gli indignados in piazza a Madrid, dopo la bocciatura dei suoi decreti. Le 70.000 persone scese in piazza a Madrid sabato rappresentano una delle più grandi manifestazioni della sinistra nella capitale degli ultimi anni. Per il voto la prima data utile in calendario è il 29 novembre.

La Spagna al voto?

Il Partito Popolare si sente favorito. Feijóo avrebbe già scelto i ministri. Ma senza un’alleanza con l’estrema destra di Vox la vittoria sembra improbabile. I catalani di Junts sono invece i responsabili della sconfitta del decreto casa in Parlamento. La storia di Maricarmen, 87 anni, sgomberata dalla sua casa, ha portato centinaia di giovani ad accamparsi a Puerta del Sol per protestare contro la crisi abitativa. Il 2 ottobre il Parlamento ha bocciato i decreti del governo Sánchez per l’emergenza. Prima della rivolta degli sfratti il governo era in difficoltà per le accuse di corruzione e per la gestione dei migranti a Ceuta. Si parlava di 16 punti di distacco tra destra e sinistra nelle intenzioni di voto.

Lo sfratto e le elezioni

Poi, racconta oggi Repubblica, lo sfratto di Maricarmen ha ridato speranza a Sánchez. Intanto i sondaggi di El País danno i Popolari al 32,7 per cento, i socialisti al 26,4, Vox al 18,1. La sinistra-sinistra è divisa tra Sumar e Podemos: i primi sono sotto il 6, i secondi intorno al 3. Arrivarono nel 2015 al 20%. Il centro-destra sfiora il 52 per cento, il centro-sinistra si ferma al 36. La piattaforma di scommesse Polymarket , in una settimana, ha portato dal 13 a quasi il 70 per cento la probabilità che Sánchez convochi le elezioni entro il 2026. E vede Feijóo prossimo premier con una probabilità dell’88%. Ma Sánchez è un esperto di alleanze acrobatiche e di rimonte impossibili.

I precedenti

Alle elezioni politiche del 2023 partiva otto punti sotto secondo i sondaggi e ne recuperò sette. Lo scrittore Javier Cercas dice a Repubblica che quello che è successo in questi giorni «non è altro che il sintomo di un problema antico che non si risolve certo con un decreto ma con politiche profonde e a lungo periodo. Perché in Spagna abbiamo una delle economie più dinamiche d’Europa ma si tratta di una crescita macroeconomica: crescono i grandi numeri, ma la gente non percepisce prosperità. E la casa è il caso più drammatico, perché è elementare. Questo governo si definisce progressista, in pratica però nella seconda legislatura, cioè negli ultimi quattro anni, si è appoggiato alla destra e a volte all’estrema destra, anzi alla peggiore estrema destra».

I catalani

Cercas parla di «Junts per la Catalogna, che ovviamente non è un partito progressista. Non ci possiamo stupire dunque che abbiano bocciato il decreto. E qui c’è il peccato originale: fingere di costruire un governo con una maggioranza progressista quando non lo è». Il tema della casa però non è solo politico ma anche culturale. «In Spagna circa l’80% delle persone possiede una casa. In Germania mi sembra che ci sia un 10 o un 20%, lì esiste una cultura abitativa associata all’affitto. Il problema è complesso, qui si costruisce pochissima edilizia sociale e nel 2025 ci sono stati 25mila sfratti. Quindi quello che è successo a Maricarmen è stata la miccia che ha acceso il fuoco».

L’incendio delle piazze

Lo scrittore spiega che l’incendio delle piazze «al governo fa comodo e la prova è che molto probabilmente verranno convocate elezioni anticipate. Sánchez ha molti problemi. La questione di Ceuta e dell’immigrazione è stata gestita male dando il fianco a uno degli elementi che unisce l’estrema destra in tutta Europa e in tutto l’Occidente ovvero la demonizzazione del migrante». Ma il tema della casa può dare respiro ai socialisti. «Sì, la gente che protesta non vorrà votare a destra, ma darà un’altra possibilità alla sinistra, credendo che possa risolvere il problema. Ma se questo significa che il tema della casa, dal punto di vista strategico o in chiave elettorale funziona, non significa che la crisi abitativa sarà risolta».