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Caro carburanti, Eni deve adattare il prezzo del diesel: «Ma il price cap resta». Come aumenta il costo alla pompa senza lo sconto sulle accise

06 Ottobre 2026 - 12:11 Costanza Saporito
Fila ai distributori di benzina Enilive, Roma, 28 settembre 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Invariato il prezzo della benzina con il tetto fissato dalla compagnia petrolifera italiana. Ma per il gasolio le cifre dai distributori tornano a salire. Ora si attendono le mosse di Ip, Q8 e Tamoil, che avevano seguito l'Eni nel contenere i prezzi
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Il tetto ai prezzi dei carburanti introdotto da Eni lo scorso 28 settembre per 30 giorni resta, ma il prezzo del gasolio aumenta. Senza lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro da parte del governo, scaduto a mezzanotte del 6 ottobre, Eni si trova infatti a dover adeguare i propri prezzi, finora correlati all’agevolazione fiscale in vigore.

Come cambia il prezzo del diesel per i distributori Eni

Il prezzo del gasolio della società energetica sale quindi da 2,19 a 2,25 euro, mentre quello della benzina rimane a 1,99 euro, visto che lo sconto sulle accise da parte del governo non la riguardava. Non si tratta di una decisione inaspettata. Quando aveva annunciato la misura la compagnia lo aveva anticipato: il tetto ai prezzi, è «correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore».

Nei fatti il tetto rimane, continuando a proteggere i consumatori da eventuali rialzi delle quotazioni internazionali, ma senza assorbire le “nuove” tasse. L’effetto sulla rete internazionale è stato immediato: questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,043 euro al litro per la benzina (-5 millesimi rispetto a ieri), ma il gasolio è salito di 2 millesimi a quota 2,244. Il Gol di quattro a 0,763 euro/l e il metano di due a 1,905 euro/kg per il metano. Dinamica simile sulle autostrade, dove il prezzo medio self è di 2,054 euro/l per la benzina (-8) di 2,267 euro/l per il gasolio (+1) e 1,837 euro/kg per il metano (+9).

Cosa faranno le altre compagnie

Bisognerà capire adesso cosa faranno le altre compagnie. Anche Socar (che controlla Ip), Q8 e Tamoil avevano infatti introdotto un tetto ai propri prezzi dopo l’annuncio del price cap da parte di Eni. Questa scelta aveva fatto diminuire i prezzi medi alla pompa, innescando però la reazione dei piccoli operatori, le cosiddette “pompe bianche”, che, non avendo i volumi di vendita per fare gli sconti, hanno accusato i quattro grandi gruppi di concorrenza sleale.

Lo sconto fiscale non verrà prorogato con l’attivazione delle accise mobili

Intanto è ormai chiaro che lo sconto non verrà ulteriormente prorogato attraverso l’attivazione delle accise mobili: sulla Gazzetta Ufficiale non è comparso il decreto ministeriale a doppia firma Mase e Mef che avrebbe dovuto attivare il meccanismo grazie all’extragettito. Il gasolio torna quindi a costare 6,1 centesimi in più. Per la prima volta da marzo, quando era stato approvato il primo decreto legge in seguito alla guerra Usa-Iran, i tagli fiscali sui carburanti scompaiono del tutto.

La rabbia dei consumatori: «Il governo non mantiene le promesse»

Le associazioni dei consumatori si oppongono. «Il tradimento del Governo, che a differenza di quanto promesso dalla premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto» afferma l’Unione Nazionale Consumatori (Unc), che avverte:«Per ora il rialzo è minimo, 5 cent per un pieno di gasolio da 50 litri in autostrada e 10 cent nelle strade normali secondo le medie Mimit, ma il fatto grave è che la benzina invece cala e molto di più».

Anche il Codacons si scaglia contro il provvedimento: «Sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse. L’esecutivo aveva infatti annunciato l’applicazione del meccanismo delle accise mobile a partire dal 6 ottobre. Per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere».