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Niente accise mobili: da oggi il gasolio costa 6 centesimi in più al litro

06 Ottobre 2026 - 08:46 Alessandro D’Amato
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Tramontata la proroga dello sconto. Niente decreto ministeriale da Mase e Mef
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È scaduto a mezzanotte del 6 ottobre lo sconto di 6,1 centesimi al litro sul gasolio. Ed è anche tramontata la possibilità di una proroga dello sconto attraverso l’attivazione delle accise mobili: sulla Gazzetta ufficiale non è comparso l’atteso decreto ministeriale a doppia firma Mase e Mef che avrebbe dovuto attivare il meccanismo grazie all’extra gettito. Oggi quindi il gasolio torna a costare 6,1 centesimi in più. I tagli fiscali sui carburanti scompaiono del tutto per la prima volta da marzo. E cioè da quando è stato cioè approvato il primo decreto legge in seguito alla guerra Usa-Iran.

Cosa sono le accise mobili

Le accise mobili sono un meccanismo che si autoalimenta. Il taglio delle accise sui carburanti viene finanziato con l’extragettito dell’Iva sul greggio del mese precedente, dovuto all’aumento delle quotazioni internazionali. Rispetto agli sconti finanziati con fondi pubblici il meccanismo non va ad aumentare il deficit, ma permette una riduzione dei prezzi inferiore. Il governo settimane fa aveva annunciato di voler abbandonare i tagli generalizzati sui carburanti (che favoriscono i più ricchi che consumano di più) e passare a misure mirate per le categorie più esposte (i meno abbienti e gli autotrasportatori). Su queste misure mirate però al momento non è stato trovato un accordo politico.

Il governo e la promessa della premier

«Il tradimento del governo, che a differenza di quanto promesso dalla Premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto», dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

«Per ora il rialzo è minimo, 5 cent per un pieno di gasolio da 50 litri in autostrada e 10 cent nelle strade normali secondo le medie Mimit, ma il fatto grave è che la benzina invece cala e molto di più: 40 cent a rifornimento in autostrada e 25 cent nella rete stradale. Quindi vuol dire che se lo sconto di 5 cent sul gasolio fosse stato mantenuto anche il gasolio sarebbe sceso. Insomma, il conto che sono costretti a pagare gli automobilisti traditi è dato dal divario tra i due andamenti», conclude Dona.

I price cap

Nel frattempo, Eni il 25 settembre aveva annunciato un price cap sui suoi prodotti di 2,19 euro sul gasolio e 1,99 euro sulla benzina, dal 28 settembre per 30 giorni. Ora il gasolio da Eni costa 2,25 euro. Il 27 lo sconto sui carburanti per 30 giorni è stato annunciato anche dal gruppo azero Socar, che controlla Ip. Il 29 ha seguito a ruota la kuwaitiana Q8, infine è arrivata la libica Tamoil. Il price cap ha fatto scendere i prezzi medi alla pompa. Il 27 settembre, la benzina self sulle strade ordinarie era a 2,159 euro al litro, il gasolio a 2,377. Il 5 ottobre la benzina è a 2,048 euro e il gasolio a 2,242. I piccoli operatori però, le “pompe bianche”, che non hanno i volumi di vendita per fare gli sconti, hanno accusato di concorrenza sleale i 4 grandi gruppi.

Il prezzo alla pompa

Secondo l‘Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese, il 3 ottobre solo il 51,7% degli impianti praticava un prezzo della benzina inferiore a 2 euro al litro, e il 52,2% del gasolio sotto i 2,20 euro. Sono 10.400 gli impianti che si sono adeguati al price cap, rispetto ai 20.140 circa esistenti in Italia. Per giovedì 8, i ministri della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e delle Imprese, Adolfo Urso, hanno convocato le imprese di raffinazione che operano in Italia. Per avere un quadro della situazione e capire se ci sono margini per aumentare la produzione e ridurre i prezzi.

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