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Costretta a mettere il velo e la gonna per andare in onda, il racconto di Elena Testi su La7 dopo l’aggressione al quartiere ebraico di Mea Shearim – Il video

07 Ottobre 2026 - 11:56 Michela De Marchi Giusto
Costretta a indossare velo e gonna sopra i pantaloni
Nel quartiere era arrivata la polizia israeliana per togliere le bandiere palestinesi, ma sono scoppiati disordini con lanci di pietre e vetri. Testi: «Non mi è mai successo di dovermi coprire»
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«Mi continuavano a dire donna di facili costumi», poi l’hanno aggredita perché non era vestita in modo consono. A riferirlo è Elena Testi, giornalista di La7, che si trovava a Mea Shearim, quartiere ultra ortodosso di Gerusalemme, in collegamento con Tagadà. Testi racconta di essere stata insultata dai passanti perché non indossava il velo e la gonna sopra i pantaloni, indumenti che poi ha dovuto indossare anche per continuare la diretta del programma. Inoltre è stata colpita all’orecchio da un oggetto lanciato da un residente.

Cos’è successo nel quartiere di Mea Shearim

La giornalista specifica il clima in cui ha subito l’aggressione. Si trovava a Mea Shearim, quartiere storico di Gerusalemme e abitato da comunità ebraiche haredi, ovvero della corrente ultra ortodossa, quando è arrivata la polizia israeliana. Ma gli abitanti «non la vogliono assolutamente vedere» perché «non riconoscono lo Stato d’Israele». Mentre «una componente minoritaria è a favore dello Stato palestinese». I militari erano intervenuti proprio per rimuovere le bandiere palestinesi dagli edifici e cancellare i graffiti, ma hanno provocato la risposta dei residenti che hanno iniziato a lanciare pietre, vetri e altri oggetti. Poi gli abitanti di Mea Shearim si sono scagliati contro di lei per com’era vestita.

Testi: «Israele è difficile da raccontare per le sue componenti»

Il disordine non era ancora finito mentre Testi era in videocollegamento. «Sta tornandola polizia e si sentono spari da altre parti, lanciano anche dei lacrimogeni». La giornalista mostra il quartiere alle sue spalle, con ancora i pezzi di vetri per le strade e una bandiera della Palestina appesa su un palazzo. E sottolinea la difficoltà di riportare le notizie per i vari elementi da tenere in considerazione. «Abbiamo il 7 ottobre, il tema della sicurezza, la Cisgiordania con gli estremisti di destra, gli haredim che sono il 14,5% e ancora Tel Aviv». Solo alcune delle componenti di «uno Stato di 9 milioni persone, di cui 2 milioni di arabi che contano al voto, e che è difficile da raccontare». In un clima di tensione, Testi conclude: «Non mi è mai successo di dovermi coprire».

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