L’infortunio di Jannik Sinner: la tendinite, il dolore e la terapia conservativa
«L’infiammazione della bandelletta ileotibiale è un tendine largo. Nel movimento della corsa passa sopra la parte esterna del femore, l’epicondilo. Il ripetuto attrito può provocare un’infiammazione». Il professor Pier Paolo Mariani di Villa Stuart, clinica romana che ha curato tanti campioni dello sport, spiega oggi a Repubblica l’infortunio di Jannick Sinner, che ieri ha annunciato la fine della sua stagione sportiva. La tendinite al ginocchio destro costringerà il numero 1 del tennis mondiale a una terapia conservativa. Ovvero, spiega il Corriere, riposo e riequilibrio funzionale, quindi lavorare molto sulla muscolatura, sulla postura, sull’allungamento e sulla propriocettività.
L’infortunio di Jannik Sinner
La tendinite è un’infiammazione o una sindrome della bandelletta ileotibiale (Itbs). Interessa il tessuto connettivo che unisce la parte superiore dei muscoli dell’anca con quella inferiore del ginocchio. Sfregando contro l’osso il tessuto dà origine a una sintomatologia dolorosa. Si tratta, secondo le parole di Roberto Pozzoni, responsabile traumatologia sportiva Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, di una patologia da sovraccarico, come quelle generate da microtraumi ripetuti e che, a lungo andare, portano all’insorgenza di un processo infiammatorio. Una patologia che necessita di riposo e di un programma riabilitativo.
Cos’è la terapia conservativa
La terapia conservativa prevede riposo e riequilibrio funzionale, quindi lavorare molto sulla muscolatura, sulla postura, sull’allungamento e sulla propriocettività. È una ripresa progressiva, lenta e graduale, rispettando il dolore. Ci sono terapie infiltrative con Prp (Plasma Ricco di Piastrine) contro l’infiammazione o interventi chirurgici per detendere la fascia, ma sono procedure consigliate quando il dolore è localizzato.
Come si è infortunato Sinner?
Sinner si è infortunato a causa dei movimenti che richiede il gioco del tennis. Ovvero scatti, frenate e cambi di direzione repentini che portano a problemi di sovraccarico. Anche l’avversario Carlos Arcaraz ha avuto una tenosinovite al polso destro (infiammazione della guaina sinoviale e del tendine). Mentre un problema all’adduttore ha costretto Alex De Minaur a ritirarsi dalla finale contro Novak Djokovic a Pechino. Anche quest’ultimo ha avuto problemi all’adduttore. Holger Rune invece è tornato a giocare dopo un infortunio al tendine d’achille. Infine Lorenzo Musetti che si è dovuto fermare a fine settembre a causa di una micro-frattura all’anulare della mano destra.
I problemi del tendine dei campioni
Anche Mariani spiega che è raro dover intervenire con la chirurgia per questo tipo di problemi: «Normalmente si fa un lavoro di fisioterapia e ginnastica per allungare il tendine. Si possono anche fare applicazioni con laser e ultrasuoni per disinfiammare. Solo nei casi recalcitranti capita di dover intervenire con microincisioni. A me è successo, ma è raro». E spiega: «Il tempo di recupero, per l’impiegato delle poste, è di un giorno. Per lo sportivo di vertice, anche più di un mese, ma dipende». Di questi tipi di infiammazione «Ne soffrono tipicamente i ciclisti e i corridori, ma anche i calciatori a inizio stagione, quando riprendono a correre dopo le vacanze. Non è un infortunio traumatico, ma una patologia da sovraccarico, come succede con gli altri tendini».
La fisioterapia
A volte basta la fisioterapia per tornare in forma «e sono sicuro che Sinner sarà seguito da ottimi professionisti». L’infiammazione della bandelletta ileotibiale è particolarmente dolorosa: «Come per il gomito del tennista, il dolore cresce nel corso della partita: comincia come un fastidio, aumenta nel tempo fino a diventare dolore, poi, a sforzo finito, torna a essere solo un fastidio con il riposo», dice Mariani. E parte della terapia consiste nel riposo. «Periodi più o meno lunghi senza attività agonistica sono preziosi, almeno quanto lo sono il ghiaccio, la ginnastica di stretching e il laser».

