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Emilia-Romagna, arriva il microcredito sociale: prestiti fino a 10.000 euro a chi diventa povero all’improvviso, come funziona la misura

08 Ottobre 2026 - 23:16 Costanza Saporito
Foto pexels generica banconote euro
La nuova legge stanzia tre milioni di euro fino al 2028 per chi è colpito da un imprevisto, dalla perdita del lavoro fino a una separazione o uno sfratto. Prime erogazioni a inizio 2027. La Regione: «Non sarà un doppione» della misura annunciata dal sindaco Matteo Lepore a Bologna
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L’Emilia-Romagna presterà fino a 10.000 euro, restituibili entro cinque anni, alle famiglie che attraversano una «fase di vulnerabilità temporanea a causa di un imprevisto o di una riduzione del reddito». La nuova legge sul microcredito sociale, che stanzia tre milioni di euro per il triennio che si chiuderà nel 2028, punta a fornire sostegno a coloro che si trovano in difficoltà per un evento inatteso: non solo perdita del lavoro, ma anche separazione, lutto, sfratto e perfino la necessità di assistere un familiare. Le prime erogazioni, come riporta il Resto del Carlino, dovrebbero partire a inizio 2027. Il Fondo sarà gestito tramite un accordo istituzionale con l’Enm (Ente nazionale per il microcredito).

Le dichiarazioni del governatore emiliano Michele de Pascale

La misura, che si inserisce nel quadro dei provvedimenti che mirano a rafforzare il contrasto alla povertà, è stata presentata come «un accompagnamento finanziario». Per il governatore emiliano Michele de Pascale si tratta di una legge «di legalità sostanziale» che interviene in uno spazio delicato, quello in cui «una persona fragile per una spesa imprevista rischia di scivolare nel sovraindebitamento e nelle mani dell’usura».

I dati sulla povertà in Emilia-Romagna

La legge fa fronte a un problema che interessa l’intero territorio regionale: «Gli ultimi dati ci dicono che sono 132.000 le famiglie che in Emilia-Romagna vivono in condizioni di povertà relativa, e il 14% di queste ha difficoltà ad affrontare spese impreviste», ha spiegato Elena Mazzoni, assessora regionale alla Legalità.

I criteri di selezione per accedere alla misura di microcredito sociale

I beneficiari verranno selezionati sulla base dell’Isee e di ulteriori indicatori di fragilità, e la concessione del prestito sarà sempre subordinata a una verifica di sostenibilità, anche per «prevenire ogni rischio di sovraindebitamento». In seguito verranno inoltre indicate le varie tipologie di spese finanziabili. Chi verrà selezionato riceverà anche supporto dal punto di vista dell’educazione finanziaria e sarà aiutato nella gestione del bilancio familiare. Il Fondo sarà utilizzato per garantire i crediti erogati, coprire i costi di tutoraggio e di gestione e finanziare i servizi di accompagnamento e supporto in materia di gestione economico-finanziaria.

Perché il Fondo viene considerato rigenerativo

Quando i prestiti verranno rimborsati, le risorse si libereranno e torneranno disponibili per i nuovi beneficiari. Il Fondo sarà anche rigenerativo: l’obiettivo è che nel tempo si generi un volume di finanziamenti superiore allo stanziamento iniziale. Qualora dovessero verificarsi delle emergenze, il Fondo potrà essere incrementato con risorse pubbliche. Per quanto riguarda il recupero delle somme, la Regione afferma che solo «il 4 o il 5% non riesce a restituirle».

La misura analoga introdotta dal sindaco di Bologna

Negli scorsi mesi il sindaco di Bologna Matteo Lepore aveva annunciato una misura praticamente identica (“Bologna ti sostiene”), ma la Regione assicura che quella appena introdotta non sarà un doppione: «Lavoriamo a questa misura da mesi e siamo contenti che Bologna abbia seguito questa strada. Faremo in modo di non far sovrapporre le due misure».