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Così l’euro digitale cambierà la moneta elettronica: zero commissioni e primo test nel 2027

08 Ottobre 2026 - 06:29 Alba Romano
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Pietro Cipollone, che segue il progetto della Bce: «Andrà ad affiancare il contante con gli stessi elevati standard di sicurezza a zero costi per i cittadini»
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L’euro digitale debutterà con un test l’anno prossimo. Non con l’obiettivo di sostituire il contante. «Lo dimostra l’impegno che la Banca centrale europea sta mettendo nello studio e poi nel lancio delle banconote con nuovi disegni e i più moderni sistemi anticontraffazione. L’euro digitale andrà ad affiancare il contante con gli stessi elevati standard di sicurezza e, me lo lasci dire, a zero costi per i cittadini, come è attualmente il contante», spiega oggi al Corriere della Sera Pietro Cipollone, che segue il progetto per la Bce.

L’euro digitale prossimo venturo

Il debutto ufficiale è previsto per il 2029. Mentre «la moneta unica nell’ultimo sondaggio Eurobarometro ha indici di gradimento superiori all’80%. Questo vuol dire che il progetto ha radici solide: la fiducia nell’euro, nella moneta di noi tutti. Ma il mondo cambia. Non sta a me ricordare che viviamo in un’era digitale. Tutti abbiamo un telefonino in tasca. Non pensare di affiancare all’euro di carta una sua evoluzione digitale sarebbe strano, no?». E quindi «accanto al contante che madri e padri, nonne e nonni ci invitano a portare in tasca perché “non si sa mai”, avremo sul nostro telefonino un’applicazione, della Bce, della propria banca o di un altro servizio di pagamento, dove potremo disporre di una quantità di euro digitale».

La differenza con le carte di credito

Cipollone spiega la differenza con sistemi di pagamento come Satispay, PayPal, Visa e Mastercard: «Chieda ai commercianti cosa accade oggi quando si paga con la carta, sia direttamente che con il telefono: per accettare quei pagamenti spesso non hanno reali alternative e si trovano a dover pagare commissioni opache e non di rado alte. Ci sono 570 mila commercianti in Italia, che impiegano quasi due milioni di italiani: le commissioni alte riducono i loro margini — spesso già molto piccoli — e alla fine non hanno altra scelta che riflettere questi costi nei loro prezzi. Con l’euro digitale avranno un’alternativa pubblica. Per i piccoli commercianti, i costi per i pagamenti digitali potrebbero essere dimezzati. E l’euro digitale potrà anche essere integrato nelle soluzioni europee di pagamento private, il che permetterà di usarle anche dove oggi non sono ancora accettate, in tutta la zona dell’euro. E non è un’ipotesi teorica: per l’Italia, Satispay e Bancomat partecipano già ai nostri lavori».

Telefonino e carta

Ci sarà un’app sul telefonino ma anche una carta di credito: «E sistemi per pagare come con il contante, anche offline. Significa che se salta la luce elettrica o internet non va, ci sarà la possibilità di pagare offline, senza internet e intermediari: i soldi passeranno da un dispositivo mobile all’altro, un contante digitale in tutto e per tutto simile a quello fisico». Il sistema tecnologico sarà europeo: «Continuamente lamentiamo l’assenza in questi campi dell’Unione. Affinché questo accada, sono necessarie verifiche e sperimentazioni che stiamo conducendo da tempo. Pensi solo ai commercianti». Il primo test è in programma per il 2027, l’approdo per il 2029.

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