Ultime notizie BonusDelitto di GarlascoIsraeleLegge elettoralePremio Nobel
POLITICAFdIGiorgia MeloniItaliaLazioPDRomaSocial media

«Giorgia Meloni? Una ciociara…», l’attacco del consigliere Pd. La premier gli risponde: la collezione di insulti (contro di lei)

08 Ottobre 2026 - 14:39 Michela De Marchi Giusto
Il consigliere comunale del Pd aveva chiamato la premier "ciociara"
Il commento era stato fatto dal consigliere comunale del Pd, dopo la parodia di Bella ciao della premier che non gli era piaciuta. Ma secondo il sindaco di Pontedera, lo scivolone del consigliere Pd di Pontedera sarebbe stato un lapsus
Google Preferred Site

Per Giorgia Meloni essere definita «ciociara» non è un’offesa e anzi è «orgogliosa di esserlo». La premier era stata chiamata «ciociara, nella maniera più dispregiativa» da Floriano Della Bella, consigliere comunale del Pd durante una seduta del Consiglio comunale di Pontedera, in provincia di Pisa. E dopo una settimana, Meloni ha risposto all’attacco, rendendolo un caso politico che riguarda una regione intera.

Perché Della Bella ha chiamato Meloni «ciociara»

Durante la seduta a Pontedera dello scorso 30 settembre, Della Bella aveva commentato la parodia di Bella ciao realizzata dalla premier all’evento di Gioventù Nazionale. «Mi sono sentito offeso quando ho visto Giorgia Meloni in tv cantare Bollo ciao» ha detto Della Bella, sottolineando poi che la canzone ha un valore antifascista e non andrebbe storpiata. E ha rincarato ancora sostenendo che così facendo, Meloni avrebbe mancato di rispetto alla storia d’Italia, perciò è «una ciociara, nella maniera più dispregiativa». I modi di Della Bella sono stati subito ripresi dal presidente del Consiglio comunale, Marco Salvadori, e nei giorni dopo da Fratelli d’Italia, che ha denunciato la frase offensiva.

La risposta di Meloni

A una settimana di distanza, proprio Meloni è intervenuta sulla vicenda con un post su X che inizia con tutti gli appellativi con cui è stata chiamata negli anni. «Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: “regina di Coattonia”, “vacca”, “rana dalla bocca larga”, “str****”. E così via». Le offese, sostiene la premier, sono state «personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini». Il commento di Della Bella, però, secondo Meloni non può passare inosservato. «Per questi signori, essere “ciociari” è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale».

La premier fiera di essere ciociara: «è uno dei territori più straordinari della nostra Italia»

La presidente del Consiglio, invece, non è dello stesso pensiero e si dice «orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia». E ha ospitato Papi, artisti, poeti e personaggi che hanno avuto un peso storico come Cicerone, San Tommaso d’Aquino o Vittorio De Sica. «Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B». Per Meloni «ad essere ignoranti sono solo loro» ed esulta «Viva la Ciociaria!».

Il lapsus con “caciarona”

L’epiteto di Della Bella, però, sarebbe stato uno sbaglio. Come riporta Repubblica, il consigliere «voleva dire “caciarona”, non ciociara». A sua difesa è intervenuto Matteo Franconi, sindaco del comune di Valdera, in provincia di Pisa: «È nato tutto da un mero errore, poi ammesso». E ancora: «Certo non un complimento né un termine da diplomazia bizantina, ma niente a che vedere con giudizi negativi sulla ciociaria che, voglio rassicurarla, per me, per il consigliere Della Bella e per Pontedera tutta è, come lei dice, uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia».

leggi anche