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La madre di Sempio e la paura che «la verità non basti». La vita rinchiusa in casa «perché mi inseguono», perché aveva maledetto Chiara Poggi

09 Ottobre 2026 - 20:41 Giovanni Ruggiero
Daniela Ferrari e Giuseppe Sempio
Intercettata in casa sua a ottobre 2025, la madre dell'indagato per il delitto di Garlasco aveva augurato la morte alla famiglia della vittima. La tensione in casa per le sorti del figlio indagato e cosa pensa delle sorelle Cappa
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Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, continua a credere nell’innocenza di suo figlio, che rischia il processo per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007. La donna è stata intervistata da Quarto Grado su Retequattro, in onda oggi 9 ottobre così come ha scelto di fare suo marito Giuseppe Sempio. Ferrari non nasconde di vivere in uno stato di paura per quel che potrà succedere a suo figlio una volta a processo, con la pressione mediatica ormai insostenibile per la sua famiglia. Lei stessa ammette di essere ancora in lentissima ripresa, dopo l’ultimo ricovero a seguito di un tentativo di suicidio. «Ancora male, sto ancora prendendo farmaci». A pesare di più è non poter uscire di casa, nemmeno per i 100 metri fino al supermercato, perché dalle 7 alle 19 viene «inseguita». Le giornate, racconta, si trascinano: «Si vive alla giornata, io arrivo alla mattina sperando che arrivi presto la sera per prendere le gocce per andare a dormire». Una situazione pesante per tutti, ha aggiunto, compreso il marito, che la settimana scorsa è stato male.

Cosa ha detto Daniela Ferrari sull’innocenza di Andrea Sempio

«Andrea è totalmente innocente, come ho sempre detto», ha spiegato la donna, aggiungendo di essersi «ripassata mentalmente tutta quella mattina». Per lei, quanto raccontato dal figlio, da lei stessa e dal marito «è esclusivamente la verità». Sulle presunte novità, sul Ris e sul pedale della bici, invece, non ha voluto rispondere: «Io di DNA non ci capisco assolutamente niente».

Per la madre di Sempio, la fiducia nei giudici non è scontata: «Finché mio figlio non sarà scagionato totalmente, non posso dire di averne, perché ne sento troppe». Spera quindi «in una giustizia giusta» e immagina un sollievo per la famiglia solo quando Andrea verrà «scagionato definitivamente».

«A Garlasco non c’erano solo due, tre o quattro persone»

Daniela Ferrari contesta anche la direzione presa dalle indagini. «A Garlasco non c’erano solo due, tre o quattro persone», ha ripetuto, sostenendo che si sia indagato «in una sola direzione, all’epoca solo contro Stasi e adesso solo contro Sempio». Poi ha aggiunto, a proposito delle sorelle Cappa: «È ora di finirla anche con la storia», perché «quelle due ragazze lì non c’entrano assolutamente niente».

Il 27 gennaio e il timore per il figlio

Il momento più duro, per la donna, è stato il 27 gennaio, quando Andrea è rientrato in casa con un foglio in mano dicendole: «Ci siamo dentro un’altra volta». In famiglia, ha raccontato, si era messo in conto che potesse emergere qualcosa a ridosso della scarcerazione di Stasi, in vista della richiesta di revisione. Ma non che finisse di nuovo nel mirino proprio Andrea. Il figlio, dice, «con noi si fa vedere forte», ma lei non sa che cosa abbia dentro. Da qui la paura: «Ho paura che la verità non basti».

L’intercettazione sui Poggi e lo stress

Sulla registrazione in cui parlava dei genitori di Chiara Poggi, in cui li malediceva e augurava loro la morte, Ferrari ha spiegato che era «un periodo particolarmente stressato» e che ce l’aveva «con tutti». Quelle parole, secondo lei, riguardano «solo me e la mia coscienza» e i Poggi non avrebbero dovuto ascoltarle. Si dice dispiaciuta, perché «uno in casa sua può dire quello che vuole». Era l’autunno 2025, un periodo di altissima tensione in casa Sempio, in cui i genitori erano sempre più preoccupati per le sorti del figlio. In un’intercettazione, Ferrari aveva detto: «Maledetta Chiara, i Poggi e il porco (bestemmia) che non li fa morire… maledetta».