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Antinori: «Così ci hanno rubato 30mila bottiglie di vino. Erano destinate a Francia, ma anche Stati Uniti». Il valore del colpo: 5 milioni di euro

10 Ottobre 2026 - 10:04 Stefania Carboni
piero antinori
«Hanno mirato a Cortona perché da lì partono i tir per tutta Europa», racconta a La Nazione Piero Antinori, patron della casa vinicola toscana. Il colpo con targhe false e volti coperti
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A sei giorni dal clamoroso colpo messo a segno nella sede logistica della nota azienda vinicola a Cortona, in provincia di Arezzo, il marchese Piero Antinori analizza la dinamica del maxi furto che ha visto sparire circa 30 mila bottiglie di pregio per un valore stimato di 5 milioni di euro. Un’azione condotta con precisione chirurgica da una banda che ha agito a bordo di due tir, disattivando i sistemi di allarme e portando via alcune delle etichette più rinomate al mondo, come Tignanello, Solaia e Guado al Tasso. Nonostante la gravità del danno, il patron del gruppo si dice fiducioso sull’esito delle indagini condotte dalle forze dell’ordine. «Probabilmente era su commissione. Abbiamo visto che non è il primo colpo di questo genere messo a segno recentemente, anche se di queste dimensioni è davvero una novità. Dovevano sapere in anticipo dove piazzare tutto questo vino. Ed è per questo che sono abbastanza ottimista sul ritrovamento. Diciamo che mi auguro che riescano a scoprire i responsabili quanto prima», racconta a La Nazione.

«Hanno mirato a Cortona perché da lì partono i tir per tutta Europa»

I ladri hanno mirato a Cortona secondo il marchese «perché è il centro della nostra logistica. È lì che ci sono i magazzini da cui partono le spedizioni dei nostri prodotti, sia in Italia che all’estero. È una zona importante anche per la produzione di molti vini della zona, ma soprattutto è il punto da cui partono i tir per la vendita». «Hanno caricato tutta la merce pronta per essere spedita. Solo che è partita sui camion sbagliati. È chiaro che lo sapevano. Oltre al grave danno – sottolinea – ci dispiace per alcuni dei nostri clienti più affezionati, che dovranno aspettare per ricevere la loro l’ordinazione».

Volto coperto e targhe false: così i ladri hanno portato via il bottino con due tir

Una parte delle bottiglie, racconta «doveva partire per la Francia, a quelli che vengono chiamati “négociant di Bordeaux“, che sono degli affezionati clienti in particolare del Solaia, una delle nostre etichette più pregiate e costose. Ma c’erano anche spedizioni per diverse altre destinazioni fra cui gli Stati Uniti». Nel sito ci sono le videocamere di sorveglianza, ma loro erano mascherati e le targhe dei camion erano false. «Siamo fiduciosi sul lavoro delle forze dell’ordine che si sono attivate in una maniera davvero straordinaria», sottolinea Antinori. Cinque milioni di furto: «Considerato che erano circa 30mila bottiglie della nostra produzione più pregiata – conclude – il calcolo è giusto: parliamo del Guado al Tasso, Solaia, Tignanello, che hanno un prezzo di vendita tra i 150 e i 500 euro a bottiglia. Insomma, come entrare in gioielleria. Probabilmente è il furto di vino più grande che sia mai avvenuto».