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Il caso dell’autista licenziata dopo aver fatto scendere un bambino di 10 anni per salvare un gattino

11 Ottobre 2026 - 12:31 Ettore Ambrosi
Il caso dell’autista licenziata dopo aver fatto scendere un bambino di 10 anni per salvare un gattino
Scoppia la polemica per la rimozione della 67enne. Genitori e residenti chiedono il suo reintegro con una petizione
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Un bambino di 10 anni vede un gattino in difficoltà sul ciglio di una strada di campagna e chiede all’autista dello scuolabus di fermarsi per aiutarlo. La donna acconsente e l’animale viene recuperato, ma la scelta di permettere al piccolo di scendere dal mezzo è diventato un vero e proprio caso. Cynthia Morgan, 67 anni e con oltre dieci anni di servizio alle spalle, è stata licenziata dopo l’accaduto, che ha suscitato la protesta di diverse famiglie della zona. Il problema, infatti, non è il soccorso al gattino, ma il rischio legato alla sicurezza del bambino, fatto scendere in prossimità della strada. Il caso è avvenuto nel Maryland, negli Stati Uniti.

La scuola tira dritto: «Non ha fatto una scelta sicura»

La madre dell’alunno Taffy Thomas ha raccontato al Baltimore Sun quanto accaduto, criticando duramente la decisione di licenziare la donna. «Il fatto che lei sia stata mandata via per un atto di gentilezza pesa molto su mio figlio, è una cosa inaccettabile e crudele», ha dichiarato. Una ricostruzione che mette al centro le conseguenze emotive dell’accaduto per il bambino, mentre il distretto scolastico ha difeso la propria posizione in una nota inviata all’emittente WJZ. «La sicurezza degli studenti resta la massima priorità», ha sottolineato l’istituzione, precisando che le valutazioni relative alle certificazioni «coinvolgono spesso la considerazione di molteplici circostanze».

La rabbia dei genitori

Le spiegazioni del distretto non hanno convinto tutti. Secondo diversi residenti, la strada interessata è poco trafficata e Morgan aveva costruito negli anni un rapporto di fiducia con i ragazzi che accompagnava ogni giorno a scuola. Da qui la mobilitazione per chiederne il reintegro, con una petizione online che ha raccolto centinaia di firme in poche ore.