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«Armi americane alla Russia», gli Usa chiedono l’estradizione di un imprenditore bresciano di 28 anni

13 Ottobre 2026 - 17:26 Costanza Saporito
Armi generiche def
La Procura generale di Brescia ha dato parere favorevole, la Corte d’Appello deciderà a dicembre
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Avrebbe esportato verso la Russia armi, munizioni e componenti militari acquistati negli Stati Uniti, attraverso una rete di società europee e triangolazioni commerciali con Paesi dell’Est. Per questo gli Stati Uniti ne chiedono l’estradizione. Al centro delle indagini condotte dall’Fbi c’è un imprenditore bresciano di 28 anni, originario di Gardone Valtrompia e residente sul Garda. Secondo quanto riporta il Giornale di Brescia, la Procura generale della città si è pronunciata a favore della consegna del giovane alle autorità americane. Sulla richiesta dovrà ora esprimersi la Corte d’Appello, che deciderà a dicembre. Il 28enne era stato arrestato a fine estate ed è ora sottoposto all’obbligo quotidiano di firma.

L’indagine sul 28enne bresciano che avrebbe esportato in Russia armi e munizioni

Secondo gli inquirenti, tra febbraio 2022 e dicembre 2025 il bresciano e due complici, un cittadino sloveno e una donna russa, avrebbero utilizzato società costituite in Slovenia e Austria per acquistare materiale bellico da aziende americane, nascondendone la reale destinazione: non soltanto la Russia, ma anche Armenia e Kirghizistan. L’Fbi ha sostenuto nella sua inchiesta che il 28enne, insieme ai due indagati stranieri, avrebbe acquistato «fucili, munizioni intere o di loro parti ad elevata capacità offensiva e di impieghi tipicamente militari», sfruttando società che si presentavano alle aziende americane come destinatarie della merce, ma che realtà non lo erano.

La perquisizione del 28enne bresciano e dei genitori

Tra i soggetti coinvolti nelle operazioni passate al setaccio nell’ambito delle indagini c’è anche Sergey Zharnovnikov, trafficante d’armi che ha confessato ed è stato condannato nel giugno 2025. Nelle scorse settimane, intanto, il giovane bresciano e i genitori, titolari di un’armeria, sono stati perquisiti. L’ipotesi che gli viene contestata dalle autorità italiane è quella di tentata introduzione in Italia, in vista di una riesportazione illecita, di 200mila proiettili calibro 50.

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