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Andy Burnham, il premier Uk fa a pezzi la Brexit: «La Russia interferì, ora la gente vuole altro». Il vertice con l’Ue e gli accordi possibili

12 Ottobre 2026 - 19:38 Simone Disegni
Burnham Von der Leyen
Il summit del rilancio a Bruxelles il 20 novembre: il premier laburista spinge per nuovi accordi ma frena (per ora) sul ritorno in Ue
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«Lo status quo non funziona»: per questo per il Regno Unito urge un nuovo accordo con l’Unione europea. Lo ha detto oggi al Parlamento di Londra il premier Andy Burnham, annunciando che il prossimo 20 novembre si terrà un vertice Ue-Regno Unito per rilanciare la relazione andata in frantumi dieci anni fa con la Brexit. «Questo vertice presenta un’opportunità per fare progressi su due temi cruciali: spingere la crescita Uk e controllare l’immigrazione illegale», ha spiegato Burnham intervenendo a Westminster. Sul tavolo, ha proseguito, ci sono in particolare i negoziati su un accordo commerciale su cibi e bevande, un accordo sullo scambio di emissioni, l’interconnessione dei sistemi energetici, un nuovo schema per i giovani e una cooperazione rafforzata sull’immigrazione. Nel complesso, ha detto Burnham, «questi accordi porteranno oltre 10 miliardi di sterline in più all’anno (circa 11,84 miliardi di euro, ndr) all’economia Uk di qui al 2040, e potenzialmente molto di più: non dovremmo rinunciare a quest’opportunità».

Ue-Regno Unito, il «reset» dopo la Brexit e l’addio di Starmer

Dopo gli anni di gelo seguiti alla Brexit, già sotto il governo laburista di Keir Starmer Ue e Regno Unito avevano avviato il «reset» delle loro relazioni bilaterali, anche per reagire agli «assalti» politico-economici di Donald Trump ad entrambi. A maggio 2025 Bruxelles e Londra hanno siglato le prime intese su difesa e pesca, poi hanno iniziato a negoziare altri accordi di maggior impatto socio-economico, in particolare su commercio e scambi universitari. Dopo la dura sconfitta alle elezioni amministrative, a maggio 2026, Starmer aveva messo il riavvicinamento all’Ue tra i punti chiave del suo tentativo di rilancio politico. Un mese dopo, assediato dal suo stesso partito, l’ex avvocato però ha gettato la spugna e si è dimesso. Il vertice Ue-Regno Unito programmato per il 22 luglio è stato così rinviato a data da destinarsi da Bruxelles, in attesa di capire chi e su quali basi avrebbe rilevato il governo del Regno Unito. Su questo, si è presto capito, Andy Burnham ha scelto di seguire le orme di Starmer, e forse di osare perfino di più.

Burnham contro la Brexit: «Favorita da interferenze russe»

A fine settembre il neo-premier britannico ha rotto il tabù decennale sul tema dei rapporti con l’Ue in una intervista alla Bbc. «Vorrei vedere la Gran Bretagna rientrare nell’Ue nel corso della mia vita», ha detto il politico di Manchester. La Brexit, ha scolpito, «ha causato più danni che benefici», anche se un ritorno del Regno Unito nell’Ue «non è necessariamente l’obiettivo immediato». Negli ultimi giorni Burnham è tornato a picconare il voto del 2016 che ha sancito l’uscita di Londra dall’Unione europea. Domenica ha detto al podcast The Rest Is Politics di aver appurato che la Russia interferì nella campagna referendaria del 2016 per favorire la vittoria della Brexit – nessun premier britannico finora lo aveva detto. Pressato dalla destra, oggi Burnham ha precisato in Parlamento a scanso di equivoci di riconoscere la legittimità di quel voto, e di non puntare a «rovesciare» quella decisione riportando il Regno Unito in Ue. Non ora, almeno.

L’approccio «pragmatico» e la frenata sul ritorno in Ue

«La nostra priorità immediata è quella di assicurare un risultato di successo da questo vertice, poi credo che dovremmo aprire un dialogo serio sulle diverse opzioni per la nostra relazione (con l’Ue, ndr) di lungo termine», ha detto Burnham a Westminster. Aggiungendo che «ad ogni passo, il capo sarà il pubblico britannico, e ho chiaro che ora l’opinione pubblica sostiene un approccio pragmatico come quello che sto suggerendo». Rispondendo agli interventi dei deputati sul rapporto con la Brexit, Burnham ha poi precisato che «non sto riaprendo il referendum, rispetto il risultato del referendum: quello che farò è adottare un approccio pragmatico». Da Bruxelles, di certo, si guarda con favore alla svolta di Londra, anche se su parte degli accordi resta ancora da negoziare. «L’Ue e il Regno Unito sono partner che condividono la stessa visione, uniti da valori comuni e interessi condivisi. Approfondendo la nostra cooperazione, possiamo rafforzare la nostra capacità di affrontare le sfide del nostro tempo, accrescere la nostra resilienza e promuovere la stabilità in Europa e oltre», ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo António Costa nell’annunciare il summit in programma a Bruxelles il 20 novembre.

In copertina: Il premier britannico Andy Burnham e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen (Foto Ansa)

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