Starmer avvia la retromarcia sulla Brexit: «Così riporterò il Regno Unito al cuore d’Europa» – Il video

Dopo la batosta alle elezioni locali di giovedì scorso, con lo spettro del Reform Uk di Nigel Farage in testa a tutti i sondaggi nazionali, Keir Starmer prova a resistere alle pressioni perché si dimetta, lasciando il posto a un altro leader laburista. In un discorso al Paese il premie indica la strada che intende seguire per rilanciare il Regno Unito, e se stesso. «Mi prendo la responsabilità della sconfitta. So che c’è molta gente frustrata con me, e che c’è chi dubita di me anche dentro al partito. Ma proverò che hanno torto», è il messaggio di Starmer – alla guida del Regno Unito da luglio 2024 – a chi lo sfida anche dentro il Labour. Il 63enne ex avvocato dice di aver imparato molto in questi due anni da premier, e che la guerra nel Golfo ha cambiato le carte in tavola, rendendo (comprensibilmente) milioni di persone più insoddisfatte della loro condizione socio-economica di oggi e preoccupate per il loro futuro. La risposta politica da dare, teorizza Starmer, non può essere il ritorno allo status quo – che si è dimostrato non funzionare – ma una vera e propria svolta, che il capo dei laburisti riassume attorno allo slogan del rilancio «forza attraverso la giustizia». La speranza e l’urgenza sono gli altri princìpi chiave che Starmer assicura d’ora in poi saranno riflessi in tutte le azioni del governo, a partire dai primi provvedimenti dei prossimi giorni.

L’errore della Brexit e il ritorno «nel cuore d’Europa»
In cosa consisterà dunque in concreto il «reset» di Starmer, dunque? Misure interne a favore delle classi lavoratrici a parte, uno dei punti chiave della svolta annunciata è l’avvio di una retromarcia sulla Brexit, lo strappo con cui il Regno Unito nel 2016 uscì dall’Ue, dopo la vittoria dell’apposito referendum. Quella scelta, dice ora esplicitamente Starmer, «ci ha reso più poveri e più deboli su tutti i fronti – difesa, immigrazione, commercio». E Farage, che ne è stato il massimo propagandista dieci anni fa, «ora non si assume per questo alcuna responsabilità, parla di tutt’altro: che opportunista!». Con l’insoddisfazione diffusa per le conseguenze della Brexit, i sondaggi più recenti in Regno Unito mostrano che oltre la metà degli elettori oggi sarebbe favorevole a un clamoroso rientro di Londra nell’Ue: percentuale che sfonda quota 80% tra gli elettori di laburisti, verdi e lib-dem. Starmer in realtà si guarda bene dall’evocare quello scenario, indicando un percorso più prudente. Al prossimo vertice Ue-Uk, in programma a giugno, «indicheremo una nuova direzione per i nostri rapporti. Il governo Labour sarà marcato dalla ridefinizione della nostra relazione con l’Europa, riportando la Gran Bretagna al cuore d’Europa».
Scambi giovanili, poi si vedrà: cosa vuole fare Starmer
Gli osservatori della politica britannica si aspettavano annunci del genere di un riavvicinamento all’Europa, e cercavano segnali concreti di cosa Starmer intenda fare in questo quadro. A domanda specifica di un giornalista del Financial Times, il premier laburista ha deluso però parte delle aspettative: ha rifiutato di indicare per ora esplicitamente la strada di un ritorno del Regno Unito nel mercato unico o nell’unione doganale. «Quello che imposteremo ora è un grande salto in avanti che ci porti più vicino, su commercio, economia, difesa e sicurezza, e poi su questa piattaforma potremo costruire altri passi a mano a mano», ha spiegato Starmer. Dialogo politico a parte, di fatto, l’unico progetto concreto che Starmer ha detto di voler ricostruire con i partner europei è quello di un «ambizioso schema di esperienza per i giovani», un programma di scambio tramite il quale i ragazzi possano tornare a lavorare e studiare in Europa, e viceversa. Questo dovrebb’essere per ora «il simbolo di una relazione più forte e un futuro più giusto con i nostri alleati più stretti», ha detto il premeri. L’iniziativa si aggiungerebbe al ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus+, già annunciato il mese scorso da Starmer e von der Leyen. «Questa sarebbe la grande offerta di Starmer sull’Europa? Tutto qui? È una barzelletta? Gli europei stessi saranno delusi…», commenta a caldo sull’arena X l’analista Mujtaba Rehman.

