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Regno Unito al voto, trema il governo Starmer: così Nigel Farage prepara il colpaccio alle elezioni locali

07 Maggio 2026 - 13:12 Matteo Revellino
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In Inghilterra alle urne per 136 consiglieri comunali, vari sindaci e 5mila consiglieri comunali. In Galles e Scozia si vota per eleggere il governo autonomo
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Il premier britannico Keir Starmer e il suo partito laburista si giocano tutto, o quasi, nelle elezioni municipali che si tengono oggi in Inghilterra, Scozia e Galles. Le urne si sono aperte questa mattina dalle ore 7 – le 8 italiane. Gli elettori inglesi sono chiamati ad eleggere 136 consigli comunali, vari sindaci e cinquemila consiglieri, mentre scozzesi e gallesi vanno al voto per eleggere il nuovo governo autonomo. Si attende un boom per la destra populista del Reform Uk di Nigel Farage, che veleggia ormai di gran lunga in testa ai sondaggi nazionali (25%). Le elezioni nazionali sono lontane, almeno in teoria, previste solo nel 2029. Ma una débacle del Labour nel test delle municipali potrebbe avere effetti determinanti sulla situazione del governo Starmer, accelerando le operazioni del partito per sostituirlo.

Il calo di Laburisti e Conservatori

Tre elezioni, ma strettamente legate tra loro. Nelle tre nazioni britanniche, infatti, da tempo si è registrata l’ascesa dei partiti considerati minori – Reform UK, i Verdi e i Liberal Democratici –, con il conseguente crollo dei dei due partiti che hanno dominato la politica per decenni: i Conservatori e i Laburisti. In particolare, i sondaggi prevedono una brusca discesa del partito rosso, ora al potere dopo la vittoria nelle elezioni generali del 2024. Già dopo le amministrative dello scorso anno, il Partito Laburista aveva perso il 2% di tutti i seggi nei consigli comunali inglesi rispetto al 2024, mentre il Partito Conservatore aveva registrato un calo del 4%.

Il voto in Inghilterra

In Inghilterra si prevede che i Laburisti perderanno oltre duemila seggi e a Londra il partito al potere passeranno il controllo di numerosi quartieri. In alcuni distretti – principalmente in quelli economicamente svantaggiati – è data per certa la vittoria di Reform Uk, mentre in altri sarebbero in vantaggio i Verdi, grazie ai voti dei giovani, e i Liberal Democratici, che possono contare su chi nel 2016 era contrario alla Brexit.

La situazione in Scozia e Galles

In Scozia lo Scottish National Party, al potere da vent’anni, è dato per favorito alla vittoria finale: dovrebbe ricevere abbastanza voti da rimanere al governo e continuare la battaglia per l’indipendenza da Londra. La novità è l’ascesa rapida di Reform che, partendo da zero, potrebbe battere sia il Labour, anche qui in calo, che i Tories. In Galles, invece, si prospetta una rivoluzione politica, anche grazie all’introduzione di un nuovo sistema di voto proporzionale: agli elettori verrà chiesto di appoggiare un partito, non un candidato. Se i sondaggi si riveleranno corretti, i Laburisti, ora al governo, crollerà al terzo posto. Si prospetta, infatti, un testa a testa tra Plaid Cymru, il partito nazionalista gallese che aspira all’indipendenza e Reform, con il primo in leggero vantaggio.

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