Trump attacca il principe Harry per il suo discorso in Ucraina: «Parlo più io a nome della Gran Bretagna che lui. Come sta sua moglie?» – Il video
Si addensano, ancor prima che re Carlo III arrivi negli Stati Uniti, le preoccupazioni a Londra per la visita di Stato del sovrano britannico, in programma da lunedì 27 a giovedì 30 aprile insieme alla regina Camilla. A far salire la tensione sono i toni beffardi utilizzati da Donald Trump nei confronti del principe Harry, impegnato in una visita «a sorpresa» a Kiev, in Ucraina. L’irritazione del tycoon – che solo pochi giorni prima aveva definito Carlo un «uomo fantastico» – è esplosa dopo le dichiarazioni rilasciate dal duca di Sussex davanti a una platea ucraina. Nel suo intervento, Harry ha esortato la leadership americana a rispettare gli impegni americani a sostegno del Paese del presidente Volodymyr Zelensky nel conflitto con la Russia, sottolineando la necessità di difenderne «l’integrità territoriale».
La reazione di Trump
Parole che hanno provocato la reazione di Trump. «Il principe Harry non rappresenta la posizione del Regno Unito, questo è certo. Io posso parlare per il Regno Unito più di lui», ha dichiarato rispondendo ai giornalisti. Il presidente ha poi aggiunto, con tono sarcastico, di apprezzarne comunque il «consiglio», per poi ridimensionarlo a una figura marginale e riferirsi ironicamente anche alla moglie Meghan Markle (da sempre invisa a Trump) con un «Come sta? Salutatemi tanto entrambi».
April 24, 2026
Toni che potrebbero diventare ancora più offensivi se ripetuti nei prossimi giorni davanti al padre, impegnato da tempo in un tentativo di riavvicinamento con il figlio e la sua famiglia. A complicare ulteriormente il quadro, e a suscitare irritazione nel Regno Unito e nelle sue istituzioni, circolano anche indiscrezioni su un possibile cambio di posizione degli Stati Uniti sulla sovranità delle isole Falkland/Malvinas, con un’apertura alle rivendicazioni argentine per il mancato aiuto britannico nel conflitto in Iran. Un’ipotesi considerata particolarmente delicata per la monarchia britannica, anche perché re Carlo III, in qualità di comandante onorario delle forze armate, rappresenta simbolicamente la memoria della guerra del 1982 contro l’Argentina dei generali, avvenuta sotto il governo di Margaret Thatcher, e conclusasi con la conferma dello status delle isole come territorio d’oltremare della Corona.
