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Il prete che ha dichiarato nulli 2.500 matrimoni apre uno sportello in chiesa: «Oggi costa meno». Come funziona

13 Ottobre 2026 - 23:35 Antonia Verderosa
sportello per annullamento matrimoni treviglio
A Treviglio, nel Bergamasco, don Giuliano Nava aiuterà i fedeli a chiedere la nullità delle nozze religiose. I costi, i requisiti e le novità introdotte da Papa Francesco
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Ha dichiarato nulli oltre 2.500 matrimoni e adesso aiuterà chi vuole capire se può fare lo stesso con il proprio. Don Giuliano Nava, ex giudice ecclesiastico, sarà il consulente di un nuovo sportello aperto dalla parrocchia di Treviglio, in provincia di Bergamo, per accompagnare i fedeli che intendono chiedere la nullità delle nozze celebrate in chiesa. L’obiettivo è chiarire come funziona il procedimento, quanto costa e quali sono i requisiti. Perché, spiega il sacerdote al Corriere della Sera, ottenere una dichiarazione di nullità oggi è meno complicato e meno costoso di quanto molti immaginino.

Chi è don Giuliano Nava, il sacerdote che ha dichiarato nulli 2.500 matrimoni

Don Nava ha trascorso buona parte della sua vita nei tribunali ecclesiastici. Dopo aver studiato teologia con il cardinale Carlo Maria Martini, ha iniziato a lavorare nel 1984 al tribunale di Milano. Dal 1990 è stato giudice ecclesiastico a Fermo e per dieci anni ha ricoperto l’incarico di rettore della cattedrale di Ancona. Arrivato a Treviglio dopo il pensionamento, metterà la sua esperienza a disposizione dei fedeli.

L’idea dello sportello è nata dai racconti ascoltati in confessionale. Alcuni fedeli hanno confidato ai sacerdoti le proprie difficoltà matrimoniali, facendo emergere situazioni di «profonda sofferenza», racconta al Corriere il parroco Zaccaria Bonalumi. Ma c’è anche la convinzione, diffusa tra molti , che ottenere la nullità delle nozze sia un percorso troppo complicato e costoso: «un immaginario sulla Sacra Rota che non corrisponde alla realtà».

Negli ultimi anni, infatti, le procedure sono cambiate. Don Nava spiega che le innovazioni introdotte da Benedetto XVI e Francesco hanno valorizzato l’aspetto pastorale, per aiutare le persone che vivono situazioni di difficoltà. Lo sportello servirà a una prima valutazione delle richieste, prima dell’eventuale avvio di una causa. Il primo passaggio, chiarisce il sacerdote, è accertare il fumus boni iuris, cioè la probabile fondatezza della domanda. Un esame normalmente svolto in tribunale, ma che il nuovo punto d’ascolto potrà anticipare, accelerando il percorso.

Quanto costa ottenere la nullità del matrimonio religioso

Secondo don Nava, il costo del procedimento è molto più contenuto rispetto a quanto si pensa. «C’è l’idea che siano stratosferici», osserva il sacerdote, «ma non è più così». Il contributo fisso per il processo è di 516 euro, mentre l’avvocato può chiedere fino a 2.000 euro. Per chi non dispone delle risorse necessarie è previsto anche il gratuito patrocinio.

A semplificare le procedure è intervenuta soprattutto la riforma del diritto canonico introdotta da Papa Francesco nel 2015, con il Mitis Iudex. Tra le novità c’è il cosiddetto processus brevior, un procedimento abbreviato affidato direttamente al vescovo, possibile quando entrambi i coniugi sono d’accordo e le circostanze che renderebbero nullo il matrimonio risultano particolarmente evidenti.

Quando un matrimonio religioso può essere dichiarato nullo

Non basta che una coppia si separi o che il matrimonio finisca male. La Chiesa non riconosce il divorzio religioso, ma può stabilire che il matrimonio non sia mai stato valido fin dall’inizio. Per questo il consenso degli sposi è fondamentale. Don Nava richiama due principi alla base delle nozze cristiane, la libertà e la responsabilità: se al momento del matrimonio viene meno uno di questi presupposti, può esserci una causa di nullità.

Don Nava racconta che fino al 2005 tra le ragioni per cui si chiede la nullità del matrimonio prevalevano i casi legati alla mancanza di uno dei principi fondamentali del matrimonio cristiano: «l’unità, la fedeltà e l’apertura ai figli». Negli anni successivi è diventata invece più frequente quella che il sacerdote definisce «incapacitas psicologica», cioè l’incapacità di assumere gli obblighi essenziali delle nozze.

Non si tratta semplicemente di una coppia che scopre di essere incompatibile. Il problema deve essere già presente al momento delle nozze. «Si può arrivare al matrimonio non sufficientemente maturi per valutare in modo libero la scelta che si è fatta», spiega il sacerdote.

Un’altra causa ricorrente è la mancanza di libertà nel consenso, «come nel caso di una ragazza incinta spinta dai genitori a sposarsi contro la propria volontà». Per la Chiesa, infatti, il matrimonio deve nascere da una scelta libera e consapevole, senza imposizioni familiari o pressioni esterne.

Per avviare il procedimento ordinario è sufficiente la richiesta di uno dei due coniugi. Sarà poi il tribunale ecclesiastico a valutare le circostanze e decidere se esistono i presupposti per dichiarare nullo il matrimonio.