Il sindacato Bce contro Christine Lagarde. Lo «spot» per il libro e le possibili dimissioni: cos’è successo – Il video
Cosa progetta davvero per il suo futuro Christine Lagarde? È quello che si chiedono da mesi gli osservatori che scrutano le mosse della governatrice della Bce, da quando a febbraio scorso il Financial Times svelò il suo piano di lasciare in anticipo l’incarico. Lei per mesi ha negato, poi a luglio ha fatto capire in un’intervista a Les Echos di non escluderlo affatto. I dubbi lasciati però hanno complicato il clima interno all’istituto di Francoforte, e ora sembra si sia aperto un nuovo fronte legato al futuro che Lagarde prepara. L’ex ministra delle Finanze francese ha finito di scrivere un’autobiografia – si chiamerà Lady First – che uscirà il prossimo 4 febbraio. Il momento in cui Lagarde lascerà la guida della Bce (scadrebbe a novembre 2027), così da consentire che a scegliere il suo successore sia anche Emmanuel Macron, in scadenza ad aprile? Possibile. Quel che è certo è che la preparazione e promozione del libro mentre Lagarde è ancora in sella alla Bce non è stata presa bene tra gli economisti di Francoforte.
Lo «spot» di Lagarde in conferenza stampa
Nei giorni scorsi il comitato di rappresentanza dello staff della Bce ha inviato una lettera all’organo di controllo interno per chiedere di verificare se Lagarde non abbia violato il codice di condotta etico che impegna tutti i funzionari della banca. Il casus belli riguarda soprattutto la conferenza stampa svolta da Lagarde lo scorso 10 settembre a Berlino. Il tema, come da prassi, era la politica monetaria dell’area euro, ma a un certo punto Christine Lagarde ha «deviato» verso il suo progetto personale. Rispondendo a una domanda di un giornalista sul suo libro, la governatrice ha chiarito algida che avrebbe svolto «qualsiasi attività di marketing, commerciale o editoriale» legata al memoir «o nel weekend o in giorni di ferie». Poi però ci ha ripensato, ha sfoderato il suo miglior sorriso e ha aggiunto: «Tra l’altro vi consiglio fortemente di comprare il libro. Non parla di politica monetaria, scoprirete invece molto sulla mia infanzia, su come sono cresciuta e su come una ragazzina è diventata qualcuno senza venire necessariamente dalla famiglia giusta, avere molti soldi o frequentare le scuole giuste. Lo dedico non solo alle mie nipoti, ma a tutte le ragazze che vogliono crescere professionalmente».
La contestazione del sindacato Bce e il futuro di Lagarde
Ma come, si sono chiesti nei giorni seguenti i “sindacalisti” Bce? Lagarde aveva appena finito di dire che avrebbe promosso il libro solo off duty e poi ci è cascata dentro con tutte e due le gambe un minuto dopo? Ci è voluta qualche settimana, ma alla fine ne è sortita una contestazione formale, fatta opportunamente filtrare a Politico. Lagarde ha violato il codice di condotta etico con la promozione in luogo improprio, e magari anche scrivendo il libro durante i mesi alla guida della Bce, vuole sapere il comitato interno? O ha ricevuto un’esenzione ad hoc dal board di governo dell’Eurotower? Un portavoce della Bce ha assicurato che Lagarde non ha violato alcun regolamento. Forse la contestazione non andrà lontano, ma il clima interno nell’ultimo tratto di strada per la banchiera francese si fa più pesante. Finendo per accelerare proprio la sua uscita anticipata e «rincorsa» dei candidati alla sua successione?

