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Christine Lagarde punta all’Eliseo? L’addio in anticipo alla Bce e il dopo-Macron: «La Francia avrà bisogno di coraggio»

02 Luglio 2026 - 23:23 Simone Disegni
Christine Lagarde
Christine Lagarde
La governatrice della Bce conferma di valutare le dimissioni prima della fine del mandato a ottobre 2027 per preservare «l'ancoraggio all'Europa» della Francia
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Christine Lagarde è pronta a lasciare la guida della Banca centrale europea prima della scadenza naturale del mandato, prevista a ottobre 2027, se ve ne sarà la necessità politica. Lo ha detto la stessa governatrice della Bce in un’intervista al quotidiano economico francese Les Echos. Si tratta della prima volta che Lagarde conferma la possibilità di dimissioni anticipate dal suo incarico a Francoforte. Quando a febbraio scorso l’indiscrezione era stata lanciata dal Financial Times, la dirigente francese aveva smentito. Ora invece non nega di valutare quest’opportunità, anzi si presta a spiegare in dettaglio in quale caso potrebbe prendere nei prossimi mesi tale decisione. Evocando un legame diretto con le elezioni presidenziali francesi in programma ad aprile 2027 per scegliere il successore di Emmanuel Macron.

Bce e Francia: Lagarde pronta al grande ritorno

Il punto di partenza del ragionamento di Christine Lagarde è che nel «periodo di turbolenze» in cui si trovano l’economia mondiale, dunque anche quella europea, «il capitano della nave Bce deve restare a bordo» e portare a termine la missione dell’istituto, quella di mantenere la stabilità dei prezzi. Di fatto però questo per Lagarde è un modo per dire che nel momento in cui la situazione di contesto dovesse tornare più tranquilla, nulla le impedirebbe di lasciare in anticipo l’incarico. Per rimettere piede dal giorno dopo nella politica francese. «È possibile», conferma l’ex ministra delle Finanze di Parigi a Les Echos: «Penso che una voce europea si debba esprimere nel dibattito presidenziale francese. Se dovesse disegnarsi in questo dibattito una prospettiva riduttrice dell’ancoraggio francese all’Europa, penso che bisognerebbe spiegare perché ciò sarebbe una strada dolorosa per il nostro Paese e i nostri cittadini», è l’elucubrata risposta di Lagarde. Come a dire: se dovessero dilagare nei sondaggi da un lato Jordan Bardella o Marine Le Pen (tra pochi giorni, dopo la sentenza definitiva sulla leader, si chiarirà chi sarà il candidato del Rassemblement National), dall’altro Jean-Luc Mélenchon, lei lascerebbe Francoforte per contribuire a «salvare» la Francia da un suicidio politico. Candidandosi lei stessa all’Eliseo?

L’ambiguità sull’Eliseo: cosa può succedere

Su questo Lagarde lascia almeno per il momento la suspense. O meglio, smentisce di voler correre in prima persona per la presidenza della Francia, ma senza troppa convinzione. «Ci penserò», risponde Lagarde a Les Echos quando le viene chiesto se sia pronta a valutare di scendere in campo in prima persona nella campagna per l’Eliseo. «Ci penserà?», chiedono increduli i due giornalisti autori dell’intervista. «No, scherzavo. Penso che non sia di attualità», corregge il tiro la presidente Bce. Più che una smentita vera e propria, pare un rinvio della risposta a una prossima occasione. In attesa magari che si chiariscano una serie di scenari. Resta il fatto che Christine Lagarde conferma di aver già messo nel mirino un ritorno da protagonista in Francia. «La Francia dovrà prendere decisioni coraggiose su temi difficili. I candidati all’elezione presidenziale hanno il dovere di guardare questi temi e proporre delle soluzioni. E contrariamente a ciò che sento spesso dire dai politici, i francesi sono perfettamente consapevoli della situazione, e attendono un discorso di verità e delle soluzioni». Gliele offrirà lei?

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