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Spia o ecologista? Chi è Margarita Reut, la 32enne arrestata a Sebastopoli per l’omicidio dell’ufficiale russo Shageev. Lei: «Non mi pento»

16 Agosto 2026 - 17:35 Stefania Carboni
Margarita Reut
Margarita Reut
Avrebbe piazzato lei l’ordigno che lo scorso 13 agosto ha ucciso a Sebastopoli, nella Crimea occupata, l’ufficiale della Flotta del Mar Nero. Un'azione commissionata da Kiev
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Nessun rimorso, una risposta secca e la fermezza di chi sostiene di aver agito per una causa precisa. Si presenta così davanti agli inquirenti Margarita Reut, la 32enne cittadina russa accusata di aver piazzato l’ordigno che lo scorso 13 agosto ha ucciso a Sebastopoli, nella Crimea occupata, l’ufficiale della Flotta del Mar Nero Robert Shageev. Un’azione ad alto impatto, che riaccende i riflettori sulle operazioni ad alto rischio condotte dai servizi di sicurezza di Kiev dietro le linee nemiche.

L’attentato in Stoletovsky Prospekt

Secondo le ricostruzioni delle autorità di Mosca, l’esplosione è avvenuta lungo Stoletovsky Prospekt, una delle arterie più frequentate della città di mare. La bomba, celata all’interno di un cestino dei rifiuti nei pressi di una panchina, è stata fatta detonare mentre Shageev stava salendo una scalinata insieme a un conoscente.

La fuga della sospettata è durata pochissimo: Reut sarebbe stata bloccata da alcuni passanti mentre tentava di allontanarsi dalla scena dell’attentato. Consegnata alle forze di sicurezza, la donna ha confessato subito, ammettendo di aver agito su mandato dell’intelligence ucraina dietro compenso in criptovalute. Rinvii a giudizio per terrorismo e omicidio gravano ora sulla sua testa, con una pena stimata che potrebbe raggiungere i trent’anni di carcere.

Il profilo di Reut: tra impegno e propaganda

Attorno alla figura di Margarita Reut si addensano tuttavia diversi interrogativi. Nata a Jaroslavl’, con trascorsi a Soči e frequenti soggiorni in Crimea, la 32enne viene descritta dai media locali come una figura poliedrica: biologa di formazione, commerciante di fiori ed ecologista impegnata sul campo, tra cui i lavori di bonifica dopo lo sversamento di petrolio sulle spiagge di Anapa.

Nei resoconti dei canali russi legati ai servizi di sicurezza sono apparsi anche riferimenti a un presunto profilo su siti di escort, un dettaglio che diversi osservatori invitano a considerare con cautela: nei contesti di guerra psicologica, la linea tra cronaca e campagne di delegittimazione personale appare spesso sfumata.

Ciò che emerge con certezza è un precedente politico risalente a un anno fa. Reut era stata infatti fermata e sanzionata per aver «screditato» le forze armate russe: a bordo di un treno diretto ad Adler aveva gridato frasi d’approvazione all’indirizzo di un attacco di droni ucraini nella regione di Rostov.

Il bersaglio: dal sottomarino Zaporizhzhia al servizio per Mosca

Dall’altro lato della vicenda c’è la figura di Robert Shageev, un nome legato a doppio filo alla storia recente della penisola. Nel 2014, durante l’annessione della Crimea da parte di Mosca, Shageev era al comando dello Zaporizhzhia, l’unico sottomarino in dotazione alla Marina ucraina nella regione. L’ufficiale scelse di non evacuare il mezzo, consegnandolo di fatto alle truppe russe e transitando nei ranghi delle forze armate del Cremlino.

Stabilitosi nei quadri della Flotta del Mar Nero fino a diventare vicecomandante della quarta brigata sottomarini, Shageev era da tempo inserito da Kiev nella lista dei ricercati per alto tradimento, accusato di un ruolo attivo nella pianificazione e nel lancio di attacchi missilistici contro il territorio ucraino.