Foti, dopo il «che cazzo» alla Camera spunta il messaggio su WhatsApp: «Sii orgoglioso, l’ho sdoganato»
Prima il «che cazzo» alla Camera, poi la rivendicazione su WhatsApp. «Sii orgoglioso. Ho sdoganato il cazzo alla Camera». È il messaggio che, secondo Dagospia, sarebbe comparso mercoledì sera sullo stato del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Una battuta sull’imprecazione pronunciata poche ore prima a Montecitorio, durante le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.
Il «che cazzo» di Foti alla Camera
Dopo la replica della premier, Foti prende la parola per esprimere il parere del governo sulle risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari. Qualcosa, però, non torna tra i numeri e i firmatari dei documenti. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana interviene per correggerlo, ma il ministro si spazientisce. «Questo è quello che avete dato. Se poi date delle cose sbagliate… Ma questi sono atti della Camera», protesta Foti. Poi gli scappa un «che cazzo», che non passa inosservato tra i deputati. Fontana cerca di chiudere l’incidente: «Non si preoccupi». La risposta del ministro è secca: «No, mi preoccupo». La scena, ripresa dalle telecamere di Montecitorio, finisce sui social.
Il messaggio su WhatsApp: «Ho sdoganato il cazzo alla Camera»
Poche ore dopo sullo stato WhatsApp del ministro sarebbe comparsa una frase che scherza proprio sull’episodio. «Sii orgoglioso. Ho sdoganato il cazzo alla Camera». Probabilmente Foti avrebbe voluto mandare il messaggio a un amico, pubblicandolo invece per errore sul proprio stato, visibile ai contatti autorizzati.

