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La Spagna di Pedro Sanchez è corsa al riarmo il doppio dell’Italia di Giorgia Meloni, e dal 2022 ha speso più di tutti in armi dopo Germania e Polonia

13 Ottobre 2026 - 17:45 Franco Bechis
Pedro Sanchez e Giorgia Meloni in divisa militare. Immagine creata con l'intelligenza artificiale
Sorpresa dai bilanci consuntivi di tutta la Ue: tramonta il modello Madrid cavalcato dal campo largo italiano. Il solo paese europeo ad avere tagliato le spese per la Difesa è stato invece la Grecia.
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Dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina alla fine del 2025 la Spagna di Pedro Sanchez ha aumentato le spese per gli armamenti due volte quello che ha fatto l’Italia di Giorgia Meloni. In quei quattro anni nella classifica del riarmo interno all’Unione europea la Spagna è all’ottavo posto per incremento percentuale mentre l’Italia è soltanto al ventitreesimo posto su 27 paesi. Sanchez ha speso più della Meloni anche in valore assoluto, e con 19,5 miliardi di dollari di incremento del budget della Difesa è al terzo posto nella classifica europea mentre l’Italia si classifica al quinto posto con un incremento di 14,5 miliardi di dollari. La classifica è stata elaborata da Open sulla base dei dati pubblicati da Trading Economics relativi a tutti i paesi del mondo (per questo la valuta di riferimento è il dollaro) e sgombra il campo grazie ai numeri veri da molta propaganda circolata in questi anni.

Si incrina il mito del leader socialista spagnolo che faceva sognare Schlein e Conte

In Italia Pedro Sanchez è diventato figura di riferimento per i leader del Campo largo Elly Schlein e Giuseppe Conte per avere detto di no alla richiesta Nato di aumentare le spese per la Difesa fino al 5% del Pil. Quel no in realtà non è mai stato pronunciato, perché Sanchez ha firmato nel 2025 la stessa identica intesa degli altri paesi Nato, sostenendo solo verbalmente che l’aumento di apporto di capacità militare alla Nato previsto per la Spagna sarebbe stato ottenuto con il 2,1% del Pil invece che con il 3,5%. Affermazione su cui il segretario della Nato, Mark Rutte, è stato scettico dal primo giorno, non preoccupandosene perché comunque il percorso della Spagna come quello degli altri paesi membri sarebbe stato verificato nel 2029. Per altro la Nato è ben contenta del percorso reale seguito da Sanchez, che dal 2022 al 2025 ha fatto crescere le risorse per la Difesa del 94,20% (l’Italia invece solo del 43,20%) mentre per risorse assolute stanziate per gli armamenti la Spagna è stato il terzo paese europeo dietro la Germania (+57,9 miliardi di dollari) e la Polonia (+31,5 miliardi di dollari). Sempre Sanchez il 12 giugno scorso ha ottenuto dall’Ecofin la clausola di salvaguardia nazionale del patto di stabilità e crescita per facilitare, come scritto nel comunicato, «la transizione della Spagna verso l’aumento della spesa per la difesa a livello nazionale, senza mettere a rischio la sua sostenibilità del debito».

La Francia di Macron non è corsa al riarmo, e la Grecia è la sola ad avere tagliato le spese

Sotto il profilo percentuale fra il 2022 e il 2025 il paese europeo che ha fatto crescere di più il bilancio della Difesa è stata la Polonia (+205,90%), davanti alla Danimarca (+172,40%), alla Svezia (+112,50%), ai Paesi Bassi (+112,50%), al Belgio (+110,14%) e alla Germania (+103,20%). Un solo grande paese Ue è alle spalle dell’Italia, al penultimo posto in classifica: la Francia, il cui incremento di bilancio per la difesa è stato del 24,31% nel quadriennio. L’ultimo posto è riservato alla Grecia, che è il solo paese nel periodo che non ha incrementato le spese per la Difesa, ma le ha addirittura tagliate di 370 milioni di dollari, paro al 4,22% del proprio bilancio del 2022. Per gli stanziamenti assoluti dietro la Spagna si sono piazzati i Paesi Bassi (+15,3 miliardi di dollari), seguiti appunto dall’Italia, dalla Francia (+13,3 miliardi), dalla Danimarca (+9,43 miliardi) e dalla Svezia (+8,78 miliardi). A metà classifica l’Ungheria, che nel periodo era ancora guidata da Victor Orban, con un incremento assoluto di 1,74 miliardi di dollari e percentuale del 53,37%, superiore a quello di Italia e Francia.

Foto di copertina elaborata con l’intelligenza artificiale su una foto ufficiale di Palazzo Chigi