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Dopo le polemiche la nuova portavoce di Trump ammette: «Non ho mai passato l’esame da avvocata»

16 Ottobre 2026 - 17:22 Costanza Saporito
Portavoce del presidente Usa Katie Zacharia durante la sua prima conferenza stampa alla Casa Bianca
Katie Zacharia è alla Casa Bianca da meno di una settimana. Dopo un debutto molto criticato e i crescenti dubbi sulla sua qualifica professionale, ha confermato di essere stata bocciata all'esame di abilitazione. In California è stata denunciata all’Ordine degli avvocati
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È già finita al centro delle polemiche la nuova portavoce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A meno di una settimana dal conferimento dell’incarico, Katie Zacharia, 41 anni, ha ammesso di non aver mai superato l’esame di abilitazione alla professione di avvocato. La confessione è arrivata giovedì,  nel corso di un’intervista al quotidiano Usa Today e Zacharia l’ha poi ribadita in diretta su Fox News. La nuova portavoce, subentrata a Karoline Leavitt, che si era dimessa lo scorso agosto, ha dichiarato di aver sostenuto l’esame nel 2011, ma di non averlo passato. Nei giorni scorsi la sua qualifica professionale era diventata oggetto di crescenti speculazioni, culminate nella denuncia presentata all’Ordine degli avvocati della California, dove la donna vive, dall’organizzazione di controllo Campaign for Accountability. La legge statale californiana prevede infatti che chi si presenta come avvocato senza possedere la licenza rischi fino a un anno di carcere.

I dubbi sulla qualifica professionale di Katie Zacharia

Zacharia si presenta come avvocata da anni. Lo stesso presidente l’aveva definita «attorney», cioè avvocata, quando sul suo social Truth ne aveva annunciato la nomina, descrivendola anche come una «sostenitrice leale e brillante fin dall’inizio» e una «devota fan del Maga». Martedì scorso, dopo il suo primo briefing con la stampa alla Casa Bianca, che è durato appena 14 minuti e ha sollevato numerose critiche – Zacharia è apparsa insicura e impreparata, tanto che il video della conferenza è stato ripreso e deriso sui social – il giornalista Judd Legum, nella sua newsletter politica Popular Information, aveva sollevato i primi dubbi, rivelando di aver cercato il nome della donna negli albi professionali di tutti i 50 Stati e del distretto di Washington senza però trovarlo.

La risposta di Katie Zacharia alle prime domande di giornalisti

Così, poche ore dopo, alcuni giornalisti presenti sul prato sud della Casa Bianca, dove il presidente stava per partire a bordo dell’elicottero Marine One, le avevano chiesto dove avesse passato l’esame di avvocato, ricevendo una risposta ambigua: «Quando mi sono trasferita in Cina».

La confessione di Katie Zacharia

Al New York Times Zacharia ha poi spiegato di aver frainteso la domanda a causa del rumore dell’elicottero presidenziale: «Pensavo mi avessero chiesto “Dove si trovava dopo la laurea in legge?”». Dopo l’università, infatti, Zacharia si era trasferita in Cina per seguire il marito, che lavorava a Pechino per un fondo di investimento americano. Lì Zacharia ha lavorato per Zhong Lun, uno dei maggiori studi legali del Paese. Un partner dello studio, sentito dal New York Times, ha però precisato che il suo ruolo era probabilmente simile a quello di un tirocinio retribuito. Infine, durante l’intervista rilasciata giovedì a Usa Today è arrivata la confessione. In quell’occasione Zacharia ha definito «irrilevante» il risultato dell’esame che le viene ora contestato, perché sapeva che in Cina l’abilitazione non le sarebbe servita. In altre interviste ha poi raccontato che all’epoca era «distratta e sopraffatta» dai preparativi per il matrimonio e per il trasferimento, e che non ha mai voluto ripeterlo perché avendo avuto quattro figli in sei anni non intendeva esercitare.

La risposta di Zacharia alle accuse che le vengono mosse

Quanto all’essersi definita avvocata per anni, Zacharia si difende adesso facendo leva su una distinzione linguistica. In inglese esistono due parole, “lawyer” e “attorney”, che in italiano si traducono entrambe con “avvocato”. Secondo lei la prima può essere utilizzata per indicare anche chi è soltanto laureato in legge mentre la seconda spetterebbe unicamente a chi è abilitato. Racconta inoltre di essersi consultata con il rettore della sua università, che le avrebbe sconsigliato di usare “attorney”, dando invece il via libera a “lawyer”. Come riporta Usa Today, molti esperti non sono però d’accordo: per Mark Jia, docente alla Georgetown University, negli Stati Uniti i due termini sarebbero equivalenti.

La difesa della Casa Bianca

Prima che Zacharia ammettesse di non aver mai superato l’esame, Trump aveva commentato il suo debutto dicendo: «Secondo me è stata molto brava». Mentre il direttore della comunicazione Steven Cheung l’aveva definita «qualificata come nessun altro», liquidando chi la accusava di non essere in realtà un’avvocata come un gruppo di estremisti di sinistra affetti da «sindrome da squilibrio anti-Trump».